Al teatro antico
Elettra 1944: quando il mito incontra la storia: Pamela Villoresi sul palco di Tindari
Il plot dello scrittore Giancarlo Nicoletti mette a confronto il mito e la storia, la tradizione classica e la realtà, in un cortocircuito di grande forza simbolica
Roma, 1944. Nei giorni della drammatica occupazione nazista - fra violente rappresaglie, rinnovata fedeltà al regime e vigorosa contrapposizione dei gruppi antifascisti - una famiglia borghese vive al proprio interno le tensioni morali e ideologiche della Storia. Come in un’Orestea del Novecento, i conflitti della Seconda Guerra Mondiale generano effetti sulla sfera privata e riscrivono i rapporti di sangue. È il plot di “Elettra 1944” dello scrittore Giancarlo Nicoletti che mette a confronto il mito e la storia, la tradizione classica e la realtà, in un cortocircuito di grande forza simbolica.
Dopo il debutto al Festival Borgio Verezzi e l’entusiastica accoglienza della critica, lo spettacolo diretto dallo stesso Nicoletti approda in Sicilia, stasera (ore 20.30) al Teatro Antico di Tindari per il Festival di Tindari diretto da Mario Incudine, e conferma la tendenza di questa estate nella programmazione dei teatri di pietra a far dialogare il mito con i temi più urgenti della contemporaneità. L’allestimento punta su un cast di prim’ordine guidato da Pamela Villoresi affiancata da Giulio Corso, Francesco Foti e Alice Spisa, con Cristina Todaro e Giacomo Andrea Faroldi. Le scene sono di Alessandro Chiti, i costumi di Giuseppe Ricciardi, le musiche originali di Mario Incudine.
“Confesso che avevo progettato di non lavorare d’estate”, dichiara Pamela Villoresi, “Ma non ho resistito alla bellezza e all’urgenza di un testo come ‘Elettra 1944’ che, in tempi bui come i nostri – dove anche il clima apocalittico fa temere per il pianeta – ci chiama alla responsabilità. Oggi prevale la tendenza a sottrarsi, o a fare finta che i problemi non esistono. Per me che ho vissuto la stagione dell’impegno, il valore della testimonianza e della militanza nel quotidiano è supremo. Non c’è nulla che non ci riguardi: dal buttare la carta per terra a scegliere di esercitare il diritto dovere di voto. Ogni nostro gesto è politico”.
In scena l’attrice toscana è Velia Verani, la rigida madre – novella Clitennestra - che si oppone al cambiamento, tenta di tenere salda l’apparenza di una famiglia che il vento della libertà spinge in nuove direzioni. “È una borghese, a suo modo convinta di fare il bene di tutti, di proteggere. Ma è preda della paura, si sottrae alla responsabilità. A dispetto del tempo, i meccanismi e le dinamiche familiari restano uguali, dagli Atridi ai Verani. E poi nel testo di Nicoletti il tema centrale è la scelta individuale”.
Morto il marito in circostanze poco chiare, Velia si mette a fianco di un gerarca della Repubblica di Salò, assiste impotente alla morte della figlia più piccola che il padre aveva voluto staffetta partigiana, e diventa oggetto dell’odio degli altri due figli – novelli Oreste ed Elettra - anch’essi conquistati dalla lotta antifascista. “Velia è un personaggio molto articolato, rappresenta l’italiano medio che ha creduto nel regime, nell’illusione di un destino di gloria, nei valori della patria e della famiglia. Poi ne rimane schiacciata, fino alla follia. I figli, al contrario, guardano al futuro della democrazia nascente”.
Protagonista della scena da oltre mezzo secolo, per Pamela Villoresi è l’ennesimo ritorno a Tindari. “Tra le tante cose, ricordo di esserci stata ancora con Clitennestra nello spettacolo ‘Atridi’ di Michele Di Martino. Qui è palpabile l’immensa eredità classica: il Teatro non serve risposte precostituite, sollecita domande, solleva dubbi, apre prospettive inedite. Ed è bellissimo vedere tanta gente che affolla i gradoni per sentire le storie dell’umanità e restare ancora una collettività”.
Reduce dal successo della commedia “Gin Game” in coppia con Giuseppe Pambieri – che vedremo allo Stabile di Catania a novembre prossimo – l’attrice tornerà in Sicilia anche il prossimo anno con nuove tappe di “Elettra 1944”. “Per la TV continuo la serie ‘Don Matteo’ con il personaggio di Elisa Olivieri, mentre posso rivelare poco di una nuova fiction Rai: sarò la collaboratrice di un avvocato che aiuta una donna che ha scontato la pena accusata di avere ucciso il marito, ma che si ritiene innocente”.
Per più di un lustro alla guida del Biondo di Palermo in qualità di direttrice artistica, Villoresi ha sempre sostenuto i giovani talenti. “Sono felice dei successi dei giovani artisti in cui ho a suo tempo creduto. Sottoscrivo tutto dell’esperienza palermitana. Bella, ma sono felice di ritornare in scena. E poi, per il tempo che resta, voglio godermi le mie nipotine!”.