Arte
Il Terzo Paradiso di Pistoletto sbarca a Ulaanbaatar: arte, amicizia italo-mongola e rigenerazione ambientale
L'opera è stata inaugurata dall’Ambasciatore Giovanna Piccarreta e dal Ministro dell’Ambiente Sandag&Ochir durante la 17ma sessione della Conferenza delle Parti (COP17) della Convenzione delle Nazioni Unite sulla lotta alla desertificazione (UNCCD)
Il Terzo Paradisò di Michelangelo Pistoletto arriva a Ulaanbaatar come opera permanente che unisce arte contemporanea, cultura mongola e rigenerazione ambientale.
Inaugurata dall’Ambasciatore Giovanna Piccarreta e dal Ministro dell’Ambiente Sandag&Ochir durante la 17ma sessione della Conferenza delle Parti (COP17) della Convenzione delle Nazioni Unite sulla lotta alla desertificazione (UNCCD), l’opera diventa un nuovo spazio di incontro tra Italia e Mongolia. Il segno del Terzo Paradiso, simbolo di equilibrio tra natura e artificio, prende forma con olivelli spinosi, specie autoctona che contribuisce alla lotta alla desertificazione e al 'Billion trees movement'.
«L'opera è destinata a restare in Mongolia, quale simbolo dell’amicizia tra i due Paesi e quale testimonianza dell’impegno condiviso per la promozione della pace, del multilateralismo, e della sostenibilità ambientale, oltre che della comune sensibilità verso la bellezza e verso il valore della cultura e delle tradizioni, in entrambi i casi caratterizzate da un importante retaggio storico» ha sottolineato l’ambasciatrice Giovanna Piccarreta.
Promossa dall’ambasciata d’Italia in Mongolia, dal ministero della Cultura, Sport, Turismo e Gioventù della Mongolia e da Fondazione Pistoletto Cittadellarte, l’iniziativa nasce dal dialogo tra il segno di Pistoletto e Narrow Path di Battogtokh Turbat, con la curatela di Francesco Stocchi. Il progetto è realizzato inoltre con il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di Pechino, del Museo Nazionale Chinggis Khaan, di MIAT Mongolian Airlines e del National Garden Park di Ulaanbaatar.