Lutto nella musica
È morta Dolly Parton, regina del country: aveva 80 anni
Lo ha annunciato in un video il nipote Bryan Seaver. E' morta a Nashville
È morta la cantante country Dolly Parton all'età di 80 anni. Lo riporta il New York Times.
Negli ultimi tempi Dolly non era stata bene. Senza specificare le ragioni l’anno scorso aveva cancellato vari spettacoli e una residenza a Las Vegas e pubbliche apparizioni limitandosi a dire che in seguito alla malattia e poi alla morte dell’amato marito Carl aveva trascurato la sua salute.
La regina del country, celebre per successi come Nine To Five e Joleene, ha chiuso gli occhi per sempre a Nashville, ha annunciato in un video il nipote Bryan Seaver.
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"Questo videomessaggio è qualcosa che Dolly mi chiese di fare anni fa, prima che riuscissi davvero ad assorbire l’idea che sarebbe diventato una realtà", afferma Bryan Seaver, nipote di Dolly Parton e per oltre vent'anni responsabile della sua sicurezza.
Come responsabile della sua sicurezza per più di due decenni, un ruolo che prima di me aveva ricoperto mio padre Larry, ho immaginato il peso di questo momento, ma non l'ho veramente sentito fino ad ora".
Il nipote ha parlato dell'onore di poter pronunciare quelle parole, ma anche dell'enorme dolore che porta con sé. "È un onore", ha detto, "un onore mescolato a assoluto orgoglio e grande tristezza". Poi ha pronunciato una delle frasi più toccanti del messaggio: "La tristezza è nostra, non di Dolly".

Secondo Seaver, Dolly "ha vissuto nella luce" e ora si trova "tra le braccia di Gesù".
Il nipote ha immaginato la cantante accolta dal marito Carl Dean, dai suoi genitori e dalle altre persone care che l'avevano preceduta.
Il ricordo diventa poi quello di un bambino che, tanti anni fa, iniziò a seguire la zia nella sua vita professionale. Seaver racconta di essere andato per la prima volta in viaggio con Dolly quando era ancora giovane, negli anni Ottanta, entrando così nel mondo della musica e dello spettacolo.
Da quei ricordi familiari nasce una delle riflessioni centrali del videomessaggio. Dolly, racconta il nipote, non aprì porte soltanto per la propria famiglia. Aprì porte per generazioni di cantanti, autori, musicisti e sognatori provenienti da tutto il mondo. "Dal suo esempio abbiamo imparato che tutto era possibile", ha detto Seaver, ricordando come Dolly fosse convinta che non esistesse una porta che non potesse essere aperta.

Le porte che ha aperto, secondo il nipote, hanno cambiato la storia e permesso ad altre persone di inseguire i propri sogni.
Nel video Seaver si rivolge anche ai milioni di fan di Dolly Parton. Ricorda che la cantante non apparteneva soltanto alla sua famiglia: nel corso della sua lunga vita era entrata nelle case e nelle vite di persone di tutto il mondo attraverso le sue canzoni, la televisione e la sua presenza pubblica. Per questo, secondo Seaver, anche il pubblico ha condiviso una parte della vita di Dolly. La sua musica ha accompagnato generazioni e lei è diventata una presenza familiare per milioni di persone.
Il nipote promette inoltre che la famiglia e le persone che hanno lavorato con Dolly continueranno a custodire ciò che ha costruito e a mantenere vivo il suo spirito.
Nel finale, Seaver torna alle origini della cantante. Ricorda Dolly come una donna cresciuta in una famiglia rurale e paragona il suo talento al lavoro della terra: suo padre coltivava la terra, mentre Dolly ha coltivato canzoni e felicità.
Poi arriva uno dei passaggi più intimi del videomessaggio. Seaver racconta che Dolly gli aveva parlato anche di come avrebbe voluto riposare. La cantante desiderava essere adagiata in un letto di morbido cotone, dopo una vita trascorsa indossando i suoi celebri abiti ricoperti di strass.
Il saluto finale è rivolto direttamente a lei: "Riposa in pace, Aunt Dolly, Aunt, Granny, Gigi". Seaver conclude chiedendo a Dio di benedire Dolly Parton e tutte le persone che l'hanno amata.