cultura
"Radice Poesia" a Villa Manganelli Biscari: 35 poeti etnei e il sussurro dell'Etna
Grande partecipazione e riprese per il docufilm Il Vulcano che scrive. Protagonisti i versi di tanti autori etnei: “Un incontro di profonda ed essenziale restituzione”
Grande partecipazione di pubblico per l’evento culturale “Radice Poesia” a cura di Grazia Calanna e dello scrittore e regista Vladimir Di Prima, svoltosi nell’incantevole Villa Manganelli Biscari di Viagrande. Condotti da Carmelo Sfogliano, presenti trentacinque poeti etnei (Maria Allo, Saragei Antonini, Francesco Balsamo, Laura Silvia Battaglia, Margherita Calì, Enzo Cannizzo, Fabrizio Cavallaro, Orazio Caruso, Giuseppe Condorelli, Iolanda Cuscunà, Giancarlo Cutrona, Giampaolo De Pietro, Rosa Maria Di Natale, Fabrizio Ferreri, Francesco Gianino, Marilina Giaquinta, Alfio Grasso, Gabriella Grasso, Stefano Gresta, Salvatore Leone, Marisa Liseo, Mariclà Micale, Giuseppe Nibali, Rossana Nicotra, Carmelo Panebianco - i cui versi, come quelli di Antonella Sturiale, sono stati magistralmente letti dall’attore Francesco Russo -, Eugenio Patanè, Maria Rita Pennisi, Renato Pennisi, Jonny Souto Rodriguez, Angelo Santangelo, Paolo Sessa, Paola Tricomi, Lina Maria Ugolini e Melania Valenti) che hanno animato ore d’ascolto e d’incanto, scandite dal canto di alcuni “poeti del creato”, così amava chiamarli Leopanrdi, che col loro cinguettio aggraziato e risoluto hanno scelto di partecipare dall’alto di fronde rigogliose e refrigeranti.

«Siamo felici della partecipazione, è stato un momento di intensità, riflessione e bellezza condivise - dichiarano all’unisono Vladimir Di Prima e Grazia Calanna - . Ringraziamo tutti i partecipanti, il pubblico intervenuto e la generosa ospitalità dei proprietari, i signori Romano, e, altrettanto, l’arch. Rosalba Scuderi (responsabile del restauro di Villa Manganelli Biscari) che ci hanno aperto le porte di Villa Manganelli Biscari, dimora storica settecentesca con un ossigenante parco barocco, appartenuta alla dinastia catanese tra le più facoltose e longeve, dal 15esimo secolo ai primi del '900. Un luogo ricolmo di mistero e magnificenza che, certamente, ha contribuito a rendere unica e indimenticabile questa tappa di “Radice Poesia”».
Nel corso della serata, presente la madrina Arianna Ciampoli, sono state effettuate delle riprese che confluiranno nell’esclusivo progetto culturale “Il Vulcano che scrive”, un docufilm, prodotto da Filmkam, sull’Etna e sul legame profondo tra il Vulcano, gli scrittori e l’immaginario siciliano, ideato, scritto e diretto dallo stesso Vladimir Di Prima (e condotto dalla stessa Ciampoli); un progetto culturale sostenuto da Tenute Ballasanti e Prova d’Autore (partner principali), con gli sponsor: Anastasi Pistachio Farm, Donna Carmela Resort & Lodges, Antico Borgo Petralia, Quinto Arco, Quota Mille, Viola nel Parco Agriturismo, Cine Teatro Rex e Ubik Cavallotto Librerie – Catania (quest’ultima in esclusiva). Il pubblico ha potuto ascoltare voci policrome, animate da un impulso “magmatico” alla scrittura, spinto e sospinto dal nostro imperscrutabile Vulcano.
«L'energia del vulcano e quella di un coro di voci, ognuna preziosa nella sua unicità, sono stati i protagonisti della magica serata di ieri, nella quale molti poeti etnei si sono incontrati, per proporre i propri testi e ascoltarsi. Accolti dalle suggestioni liberty della splendida Villa Manganelli Biscari e da una squadra di sognatori che hanno organizzato l'evento, capitanata da Grazia Calanna e Vladimir Di Prima, in un silenzio raccolto e partecipe, i poeti si sono donati a vicenda parole dalle sfumature più varie, dalla riflessione alla contemplazione, dallo sdegno, alla rabbia, all'espressione di affetti e desideri profondi, tra i quali, a prevalere, sono emersi l'attaccamento alla propria terra, anche in una prospettiva problematica e non meramente idilliaca» (Gabriella Grasso) - «È stato un incontro di profonda ed essenziale restituzione. Ritrovarsi dal vivo significa sottrarre la poesia all'isolamento dei dispositivi e restituirla a un ascolto verace, carnale, vivo, nel quale si assorbe non solo la voce, ma il mondo, il sacrificio, l'abisso dell'altro» (Giancarlo Cutrona) - «I poeti etnei fanno comunità ritrovando lo spunto sorgivo della poesia che non è chiusura individualistica ma parola condivisa nella differenza, appello a ritrovarsi nella distanza» (Fabrizio Ferreri) - «I poeti e le poetesse catanesi stanno diventando, sempre più naturalmente, una comunità. Ci si incontra, ci si ascolta, ci si riconosce, si entra in contatto. Esperienze e sensibilità diverse cominciano a dialogare tra loro, senza bisogno di proclami o appartenenze costruite a tavolino. La poesia sta creando relazioni, facendo emergere una scena cittadina viva. Naturalmente, perché una comunità possa incontrarsi servono anche occasioni e persone capaci di favorire questi incroci. E va dato atto alle realtà che stanno contribuendo a rendere possibile tutto questo, tra le quali l’EstroVerso, che continua a offrire spazio e attenzione alla poesia e alle sue voci. Si sta creando, incontro dopo incontro, un tessuto culturale. E quando una città comincia a mettere in relazione le proprie voci poetiche, vale la pena accorgersene» (Rosa Maria Di Natale) - «“Radice Poesia” è confermato anche quest'anno un momento di profondissima condivisione. L'ascolto di voci poetiche diverse nello stile e nelle tematiche scelte ha reso possibile animare quel dialogo che ritengo fondamento e nutrimento del dire poetico. Grata agli organizzatori Grazia Calanna e Vladimir Di Prima» (Iolanda Cuscunà) - «Bolla fragile da ognuno che la pratichi gelosamente custodita, compagna silenziosa di intere settimane durante le quali, qualunque cosa il vivere imponga, ciò che conta è la bolla medesima, i neuroni concentrati sulla scelta di un aggettivo che poi, magari, cadrà, non accadrà perché non è tempo: il mistero profondo della poesia, il suo accadere, è anche il paradosso di un lavoro solitario, silenzioso, che però trovi parte del suo compiersi nello stabilire relazioni, consuetudini, talvolta liti, soprattutto scambio, appartenenza. Ciò è avvenuto il 24 di agosto nei cortili e tra le fontane e i pini e le siepi di Villa Manganelli Biscari, sotto un blasone, mi chiedo come mai, attraversato da una banda sulla quale campeggia il monito: La Malapinzata. Orbene, la malapinzata di Grazia Calanna e Vladimir di Prima, questo ha prodotto: conoscersi, ritrovarsi, fumare tra le frasche in cerca di una pace dalla calura, perdersi tra le gallerie di siepi per poi ritrovarsi nella parola dell’altro. Bruciante l’assenza da ognuno taciuta e patita di Angelo Scandurra, maestro, amico, funambolo metafisico che, come talvolta il pane e il vino buono, sempre mi manca» (Enzo Cannizzo).
Il prossimo appuntamento siciliano con la poesia (evento privato, si entra su invito), le cui riprese confluiranno nel progetto culturale “Il Vulcano che scrive”, ideato, scritto e diretto da Vladimir Di Prima, si terrà, condotto da Manuela Seminara, alle Tenute Ballasanti il prossimo 28 agosto, ore 19, per l’occasione indiscussa protagonista la poesia di Angela Bonanno per un incontro dal titolo “Strammata, reading di istigazione alla poesia”.