L’evento.
Gela rivive riscoprendo il “suo” Eschilo teatro nel rigenerato Orto Pasqualello
Sabato e domenica in scena “Le Rane” degli allievi dell’Accademia dell’Inda: una scelta simbolica
Non solo uno spettacolo ma la metafora del bisogno di una città di rivivere. Gela lo fa attraverso il teatro, scegliendo di inaugurare gli “Aischylia – Feste in onore di Eschilo” proprio nella città che accolse gli ultimi giorni del tragediografo di Eleusi. Sabato e domenica prossimi, all’Orto Pasqualello va in scena la commedia “Le Rane” di Aristofane: una iniziativa che non è solo artistica, ma profondamente simbolica.
L’Orto Pasqualello, luogo rigenerato tra il centro urbano e il mare e restituito alla comunità dopo decenni di degrado e abbandono, diventa per la prima volta spazio scenico. È un gesto che parla di cura e di futuro: un luogo che rinasce ospitando un’opera che, a sua volta, interroga la possibilità di rinascere. Il commediografo ateniese Aristofane, nel 405 a.C., si chiedeva come salvare una città alla sbando che non sapeva più distinguere il bene dal male. Atene era in crisi, corrosa dalla corruzione e dalla perdita di quei valori che l’avevano resa grande. E la risposta del commediografo, tra ironie e paradossi, era chiara: la salvezza passa dal teatro, dalla parola, dalla capacità dei poeti di restituire alla polis la sua identità.

“Le Rane” è un viaggio surreale negli inferi, dove Dioniso cerca un tragediografo da riportare in vita per ridare alla città la sua voce. La contesa tra Eschilo ed Euripide diventa metafora della tensione tra passato e presente, tra la gloria perduta e un presente che fatica a ritrovare la rotta. Aristofane invita a un’inversione di marcia: non nei giochi sterili dell’intelletto, ma nella moralità, nel vigore della fantasia, nella forza del mito si nasconde la possibilità di rinascere.
Portare questo testo a Gela oggi significa riconoscere che la città, come Atene allora, ha bisogno di visioni, di cultura, di luoghi che sappiano generare comunità. Lo spettacolo vede in scena gli allievi attori dell’Accademia dell’Inda: Vincenzo Mandalà, Virginia Giannone, Stefano Patronaggio, Andrea Catalano, Laura Spicuzza, Gioia Maria Sanfilippo e Anastasia Cino. Tra loro c’è Andrea Catalano, giovane medico del pronto soccorso di Gela che è allievo dell’Accademia. La sua presenza - non solo in scena - aggiunge un ulteriore livello di significato. È lui che ha ideato questa festa in onore di Eschilo, e l’ha proposta alla Fondazione Inda. È sua l’idea di far rinascere Eschilo nella città in cui è morto attraverso la potente attualità della commedia di Aristofane curando anche l’adattamento del testo e la regia. «Mi sono chiesto cosa era possibile fare per aiutare la mia città - racconta il giovane medico-attore - e nel teatro c’è la risposta su come favorire un percorso di rinascita. Scommettere sui valori, far riflettere una comunità su come si può crescere valorizzando il proprio patrimonio. Gela non può che partire da Eschilo e sono nate le Aischylia, la festa in onore di Eschilo come ad Atene si facevano le Dionisie e il tragediografo vi partecipava. Abbiamo scelto la commedia di Aristofane, un testo comprensibile con un messaggio chiaro che è stato adattato anche al mondo di oggi a Gela. È una scommessa e noi ci crediamo».
La storia di Andrea Catalano che è rimasto in Sicilia nella sua Gela e si spende per vederla rifiorire indica che può esistere una generazione che vive la città, la cura, che affronta le sue emergenze, e che sceglie anche il teatro come forma di partecipazione civile. È un ponte tra mondi: la fragilità quotidiana e la forza della scena, la realtà e il mito. Le maestranze artistiche - dai giovani attori alle scenografie di Carlo Gilè ai costumi di Eleonora Nadia Parisi, dalle musiche dei SeiOttavi, Alessio Garciullo per gli adattamenti musicali - hanno costruito un progetto che unisce professionalità e passione. Il patrocinio della Fondazione Inda di Siracusa e del Comune di Gela, insieme al sostegno degli sponsor privati, conferma la volontà di investire nella cultura come motore di identità e sviluppo.
Gli Aischylia nascono così: come un atto di fiducia. Una città che rigenera un luogo, che sceglie Aristofane, che coinvolge giovani artisti, che torna a interrogarsi attraverso il teatro. Perché il teatro, da sempre, è lo specchio in cui una comunità guarda se stessa. E a Gela, per due sere, quello specchio racconterà una storia antica e attuale: la possibilità di risalire dagli inferi attraverso la bellezza, la memoria e la parola.