l'intervista
“La fabbrica dei contrattempi”, la favola di Tea Ranno per piccoli e genitori: «Ai bimbi manca il tempo per giocare»
L'autrice di Melilli e romana d'adozione pubblica una nuova favola moderna da leggere insieme, genitori e figli
“La fabbrica dei contrattempi” (Il battello a vapore editore) , nuova pubblicazione di Tea Ranno, si rivolge ai bambini, ma fa riflettere gli adulti chiamati a soffermarsi sulla quotidianità dei loro figli. Quella quotidianità spesso, troppo spesso, scandita da impegni serrati che, se possono contribuire alla formazione degli stessi, sottraggono loro un elemento essenziale qual è il tempo, come la stessa Tea Ranno ci racconta: «E’ una storia che riguarda tutti quelli che si lasciano sopraffare dagli impegni, che inzeppano l'agenda di appuntamenti senza darsi respiro, che spremono dalla giornata ogni succo senza riservare alcun momento a sé, a quella noia salutare che permette al corpo e allo spirito di ritemprarsi. E l'idea mi è stata suggerita da un'insegnante che, anni fa, mi disse: “Abbiamo alunni stanchi. Arrivano a scuola stremati perché, durante il pomeriggio, oltre ai compiti, devono dedicarsi allo sport, allo studio delle lingue, alla musica, al teatro... Non hanno tempo per annoiarsi, per giocare”. Così è venuta, limpida, l'immagine del Tempo Tiranno, l'uomo nero con la frusta in mano che ci obbliga a correre, correre».

Come è costretta a correre la piccola Ilaria, protagonista del racconto, bambina di oggi che a otto anni ha la giornata programmata da incombenze come la scuola, i compiti, la palestra, la piscina. Tutto apparentemente perfetto, fino a quando dal palmo della sua mano vede spuntare un fiore. Comincerà così per lei un’avventura fantastica che la porterà a conoscere personaggi come Perdigiorno, Mezzecalzette, Fannulloni e Sfaccendati che l’aiuteranno a ribellarsi.
Una favola moderna, una favola per i piccoli di oggi, diversi da quelli di una volta: «Quando eravamo bambini, il tempo a nostra disposizione era largo, abbondante. Svolti i compiti, potevamo incontrare gli amici, correre in cortile o al parco, inventare nuove occupazioni. Non eravamo risucchiati dai giochi elettronici, dai social che adesso ci rubano gran parte della giornata. Sapevamo divertirci con molto poco e senza il pungolo della competizione che oggi spinge molti genitori a pretendere dai figli l'eccellenza, la vittoria in ogni ambito in cui si cimentano, sottoponendoli a uno stress fisico e mentale che molto spesso sfocia nel burnout».
In tal modo, la favola della Ranno non è semplicemente un testo per bambini, ma un libro da leggere insieme ai bambini, genitori e figli insieme perché, attraverso una scrittura sapiente, si arrivi a una riflessione che proprio la scrittura elargisce: «Da secoli gli scrittori offrono strumenti di comprensione della realtà, dell'animo umano, permettono catarsi, viaggi in altri mondi - da un continente all'altro, dalla terra alla luna - senza muoversi da casa. Attraverso le loro opere, insinuano dubbi, tracciano strade, denunciano, trattano argomenti scomodi, si rendono invisi al potere, fanno rumore là dove si pretende silenzio, disturbano, inquietano, pungolano le coscienze, mettono in scena il Potere e le sue devianze. Perciò il loro è un ruolo indispensabile nella società, perciò spesso vengono messi a tacere e i loro libri bruciati».
E, da scrittrice coraggiosa e impegnata, pluripremiata, i cui testi sono tradotti in molti Paesi, amatissima dal pubblico, autrice di romanzi imperdibili come “Gioia mia”, “Terramarina” “L’amurusanza”, “Un tram per la vita” l’autrice siciliana, romana d’adozione, prepara già la sua prossima pubblicazione: «È un romanzo che racconta ancora la Sicilia, certe storture, certe violazioni del territorio, l'impianto di un enorme polo petrolchimico in quella che un tempo era la baia degli dei. È una storia di sradicamenti e di nuove radici, ma, soprattutto, una grande storia d'amore».