L'evento
A Gela un esperimento sold out di rigenerazione urbana fatta di luoghi e di parole
Standing ovation per gli allievi dell' Accademia dell' Inda: con "Le Rane" di Aristofane Eschilo è rinato dove è morto
Due serate di sold out hanno trasformato Le Rane di Aristofane in un evento simbolico per Gela e per l’Accademia dell’Inda di Siracusa. Gli allievi dell’Accademia hanno conquistato il pubblico con una standing ovation alla prima e alle repliche, portando in scena uno spettacolo giovane, energico anche grazie a musiche e danza. Un testo riadattato senza stravolgimenti ma in grado di fondere la comicità aristofanea con un messaggio di rinascita civile e culturale che oggi risuona attuale più che mai. La forza dello spettacolo non è stata solo nell'evidente bravura degli attori, ma nella capacità di far dialogare un testo antico con le urgenze contemporanee. L’onestà, la correttezza, la responsabilità politica: valori che Aristofane lanciava come frecce satiriche e che oggi tornano a essere bussola per una comunità che cerca una nuova direzione.
Il luogo della rappresentazione ha amplificato questo messaggio. L’Orto Pasqualello, sospeso tra la città e il mare, rigenerato dopo decenni di abbandono, è diventato un palcoscenico naturale di rara suggestione. Un luogo che incarna la stessa idea di rinascita che attraversa la commedia: una città che prova a ritrovare la propria voce, il proprio respiro, la propria identità.

Il successo delle serate del 5 e 6 settembre è stato una conferma importante per il progetto Aischylia – Feste in onore di Eschilo, ideato dall’attore gelese Andrea Catalano e stato fortemente voluto dal sindaco Terenziano Di Stefano e dall’assessore Romina Morselli. Da mesi i due esponenti politici lavorano con la Fondazione Inda per costruire un percorso che riporti Gela al centro della cultura greca, non come semplice tappa, ma come luogo vivo, fertile, generatore di nuove possibilità. Ma tornando alla commedia Le Rane va sottolineato che è un testo più volte portato in scena, negli anni a Siracusa. La scelta di rappresentarla a Gela non è stata casuale. Nella commedia, Dioniso scende nell’Ade per riportare sulla terra un grande poeta, in un momento in cui la città è priva di guide. La disputa tra Eschilo ed Euripide si chiude con la decisione di riportare in vita Eschilo, affinché possa “curare” la polis.
A Gela, questa storia assume un significato ancora più profondo: Eschilo è morto qui, e riportarlo simbolicamente in vita attraverso il teatro significa rivitalizzare un legame antico e potente. Così nel testo di Aristofane è stato inserito, in un paio di passaggi, il rimando a Gela città in cui il tragediografo di Eleusi soggiornò e morì.
A ideare e dirigere lo spettacolo è stato Andrea Catalano, gelese, studente del secondo anno dell’Accademia. La sua è stata una regia “non imposta dall’alto”, come lui stesso l’ha definita: un lavoro nato dall’ascolto, dal confronto continuo con gli attori e con tutte le professionalità coinvolte. Un laboratorio creativo che ha interrogato il testo e la città, cercando un modo autentico per farli dialogare. Il giovane attore gelese, 26 anni, di professione medico, ha dominato poi la scena con un monologo in cui, parafrasando il testo della commedia di Aristofane, ha puntato i fari sul concetto che la rinascita di una città passa sempre attraverso la qualità dei suoi cittadini, la loro capacità di immaginare, costruire, custodire.
Il progetto non si ferma alle due serate di spettacolo. L’obiettivo è più ambizioso: far emergere nuove possibilità culturali, creare un’opera che continui a dialogare con il luogo e con chi lo abita, riattivare un rapporto identitario con la grande tradizione greca. La risposta di Gela al lavoro e all’impegno dei giovani attori dell’Inda è stata affettuosa e entusiastica, segno che si può provare ad andare avanti.