Mostra del cinema di Venezia
Il thriller di Strippoli e i manga di Koreeda, i film in concorso
Mathilde Arce regala finora la prova attoriale femminile più convincente. Deluse le aspettative per "L'estranea"
All’83ma Mostra del Cinema di Venezia si è tornati a parlare di guerra con Woman unknown di May el-Toukhy, unica donna in Concorso (cosa che aveva fatto scatenare il caso all’apertura della Mostra).
Questa volta siamo in Danimarca, la Seconda guerra mondiale è appena finita ma una guerra, più intima e personale, si sta svolgendo su un altro campo di battaglia, il corpo di una donna. Che è quello della protagonista, una bambinaia che si prepara a sposare il vedovo per cui lavora, ma che nasconde un segreto, legato ancora al suo corpo, diventato mezzo di sopravvivenza ma anche condanna. A interpretare la protagonista di questa storia una bravissima Mathilde Arcel, risulta finora la prova attoriale femminile più convincente.
Di altre battaglie, quella per un posto di lavoro come quella di tenere in piedi un matrimonio, parla Possible love di Lee Chang-dong, presentato in Concorso, è un film che ha bisogno di sedimentare, e più sedimenta più emergono piccoli sussurrati dettagli che ne costruiscono la grandezza.
Il regista coreano (Burning - l’amore brucia, Oasis) sa raccontare bene la commedia umana del proprio Paese: le ombre, le pruderie di personaggi apparentemente addomesticati dalla cultura tradizionale, che con l’aiuto di un po’ di Soju e un Karaoke riescono a innescare un liberatorio cortocircuito.
Personaggi spesso in lotta con un destino avverso, da cui ne possono uscire distrutti o pronti a un nuovo inizio. Ed è quello che accade alle due coppie della storia, che su questo binario si incontrano, e, nelle inevitabili differenze sociali e crepe personali, si scontrano.
Un ritorno atteso quello di di Hirokazu Koreeda in Concorso con Look back, il regista giapponese riesce ancora una volta a coniugare grande fruibilità di linguaggio in un impianto filmico potente e delicato coreografato con profonda maestria.
Koreeda questa volta entra nel mondo dei manga, ne fa un’elegia, attraverso la passione per il genere che lega le due giovani protagoniste della storia, mostrando da vicino la gestualità materica di quest’arte, mettendo in scena in maniera ineccepibile un film che formalmente è un anime.
Deluse invece le aspettative per il nuovo film di Paolo Strippoli, L’estranea, in Concorso. Il giovane regista pugliese lo scorso anno aveva impressionato pubblico e critica con l’horror La valle dei sorrisi.
Il film, sorta di psycho thriller con qualche schizzo di sangue e una frattura esposta, non riesce però a trovare la tensione che il plot suggeriva. Detonando ogni inquietudine delineata, anche bene, nella parte iniziale.
Nel cast Adriano Giannini, Jasmine Trinca, e la sempre scoppiettante Valeria Bruni Tedeschi, che regala i momenti più briosi del film.
Qualche fischio in sala dopo la proiezione dedicata alla stampa.
I film italiani in Concorso finora sono anche gli unici la cui visione ha scatenato seppure non eccessivi segni di disapprovazione. O di scherno. Come è accaduto per The echo chamber, in Concorso, del promettente, anche lui, Andrea Pallaoro (passato dalla Mostra già nel 2022 con l'apprezzato Monica).
Senza entrare nel dettaglio della trama, in genere se in un film drammatico il protagonista ha un incidente mostruoso, se ne sente il botto, e se il pubblico, anziché rimanere attonito o prendere il fazzoletto, ride di cuore, qualcosa nel film è andato storto. Non vi diremo che fine fa il protagonista, per scoprirlo sarete costretti ad andare al cinema, o anche no.
Quel che resta del film, le interpretazioni dell’impeccabile Luca Marinelli, una sontuosa Susan Sarandon e una brava Alicia Vikander.