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L'Europa del Nord domina la Mostra del Cinema: Woman Unknown vince il Leone d'Oro
A May el-Toukhy il premio principale al Lido, mentre Stéphane Brizé firma la migliore sceneggiatura e la giovane Malou Khebizi vince il Mastroianni
Si è conclusa con la proclamazione dei vincitori l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. La giuria, presieduta dalla regista e attrice Maggie Gyllenhaal e composta da Kaouther Ben Hania, Daniel Blumberg, Francesco Casetti, Xavier Giannoli, Shahrbanoo Sadat e Johnnie To, ha assegnato i riconoscimenti dopo aver valutato le 21 opere in lizza.
Il Leone d’Oro per il miglior film è andato a Kvinde Ukendt (Woman Unknown) della cineasta danese May el-Toukhy.
La pellicola ha firmato una doppietta con la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile a Mathilde Arcel.
Il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria è stato attribuito al maestro sudcoreano Lee Chang-dong per Ga-Neung-Han Sa-Rang (Possible Love).
Il Leone d’Argento per la regia ha coronato Ilya Khrzhanovsky per il progetto Dau.
La Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile è andata a John Malkovich per il ruolo in Wild Horse Nine.
Il premio per la migliore sceneggiatura ha premiato Stéphane Brizé, Coralie Amédéo e Olivier Gorce per il francese Un Bon Petit Soldat, diretto dallo stesso Brizé.
Il Premio Speciale della Giuria è stato assegnato al britannico Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor.
Il Premio Marcello Mastroianni è andato a Malou Khebizi per 15/18 (A Place to Heal) di Cédric Kahn.
Nella sezione Orizzonti, guidata da Valérie Donzelli insieme a Peter Becker, Elizabeth Lo, David Pablos e Barbara Ronchi, e chiamata a esaminare 19 lungometraggi e 13 cortometraggi, il Premio per il miglior film è stato conquistato da Un Détour par Diane (Diane in the Loop) dei registi Ann Sirot e Raphaël Balboni.
La miglior regia è andata a Jacqueline Lentzou per l’opera greca Mia Mera Sti Zoi Tis Tzo: Kefalaio Faidra.
Capitolo italiano da incorniciare in Orizzonti: I Figli della Scimmia di Tommaso Landucci ha ottenuto sia il Premio per la migliore interpretazione maschile, assegnato a Riccardo Scamarcio, sia il Premio per la migliore sceneggiatura, firmata dallo stesso Landucci con Damiano Femfert.
La migliore interpretazione femminile è stata attribuita a Laleh Marzban per l’iraniano Moragheb (Falling House) di Mohsen Gharaei.
Il Premio Speciale della Giuria è andato a La Maison du Vent (House of the Wind) di Auguste Bernard Kouemo Yanghu.
Il miglior cortometraggio è Quelques Instants de Bonheur di Shaden Safieddine Tazi.
La rassegna ha consacrato anche le opere prime: La Maison du Vent (House of the Wind) ha conquistato il Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”, assegnato dalla giuria presieduta da Carolina Cavalli con Akinola Davies Jr. e Ted Hope.
Nella sezione Venezia Spotlight, il Premio degli Spettatori – Armani Beauty è andato a Eu Contez (I Matter) di Alina Șerban.
Per Venezia Classici, presieduta dal regista Daniele Vicari con 24 studenti dei corsi di cinema delle università italiane, il riconoscimento al miglior film restaurato è stato conferito a La lunga notte del ’43 di Florestano Vancini.
Infine, nella sezione Venice Immersive presieduta da Paul Raphaël, il Gran Premio è stato attribuito a The Pigeon Ting di Shixin Tao e Yuqi Zhang; il Premio Speciale della Giuria a Out of the Ashes di Rory Mitchell e Nonny de la Peña; il Premio per la Realizzazione a Empire at Sea di Peter Flaherty.
La cerimonia finale ha reso omaggio anche ai grandi del cinema: il Leone d’Oro alla carriera 2026 è stato conferito a George Clooney ed Ellen Burstyn; il Cartier Glory to the Filmmaker Award 2026 a Luca Guadagnino; il Premio Campari Passion for Film 2026 a Serena Rossi.