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In Sicilia

La memoria diventa museo: a Tusa un percorso tra archeologia, fotografia e tradizioni

Da Halaesa al centro storico e Castel di Tusa: musei che uniscono archeologia, fotografia animata dall'IA e arti contemporanee per raccontare l'identità culturale e promuovere turismo sostenibile

15 Settembre 2026, 09:40

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La memoria diventa museo: a Tusa un percorso tra archeologia, fotografia e tradizioni

Dalla storia antica alla memoria del Novecento, fino ai linguaggi dell'arte contemporanea e alle nuove tecnologie. Tusa prova a costruire la propria identità culturale attraverso due contenitori culturali ed espositivi che mettono in relazione il centro storico, la frazione di Castel di Tusa e l'area archeologica di Halaesa Arconidea. Un sistema nel quale strutture e collezioni diverse concorrono a raccontare il territorio attraverso epoche e prospettive differenti.

Un sistema che rientra a pieno titolo e merito nella Rete Musei di Anci Sicilia, un'iniziativa promossa per valorizzare l’immenso patrimonio culturale dell’isola che comprende attualmente 100 comuni coinvolti e oltre 200 realtà museali aderenti. Iniziativa a cui è dedicato il portale musei-sicilia.it: da qui, con un semplice click, sarà possibile andare alla scoperta virtuale dei musei che hanno aderito alla Rete, lasciandosi affascinare dai mille segreti che raccontano, dalle opere che custodiscono e dai segreti che tramandano

Nel cuore del centro storico si trova l'Antiquarium “Badia”, inaugurato nell'agosto del 2001 in via Monastero. La struttura custodisce materiali di particolare interesse scientifico provenienti dal territorio comunale, insieme ad alcuni reperti confluiti nel tempo nelle collezioni del Museo Regionale di Messina. Tra questi una statua romana imperiale di personaggio togato del II secolo dopo Cristo, una raccolta di vasellame antico e una selezione di mosaici provenienti dalla villa romana di contrada Lancinè, scavata nel 1912 da Antonino Salinas. I mosaici rappresentano una delle testimonianze più significative dell'età romana imperiale nel territorio tusano. L'Antiquarium è visitabile gratuitamente, previa richiesta telefonica all'Ufficio Turistico del Comune.

A questa testimonianza del passato si affianca oggi il Museo della Fotografia e delle Arti Visive “Angelino Patti”, allestito all'interno di Palazzo Costantino, storica dimora seicentesca nel centro di Tusa. Il progetto parte dal patrimonio fotografico di Angelino Patti, fotografo nato a Tusa nel 1895 e scomparso nel 1969, che dopo il rientro dall'America nel 1927 documentò per decenni la vita della comunità. Nei suoi scatti compaiono volti, famiglie, mestieri, attività agricole e artigianali, feste, riti religiosi, paesaggi e scene della quotidianità. Un archivio che assume quindi non soltanto un valore fotografico, ma anche sociale e antropologico.

Il nuovo museo nasce con un'impostazione che guarda alla contemporaneità. Le fotografie storiche dialogano con incisioni, opere d'arte, strumenti multimediali e dispositivi tecnologici. Particolarmente significativo è l'utilizzo dell'Intelligenza Artificiale per animare, in maniera controllata, alcune immagini d'archivio. La fotografia originale resta il documento storico, mentre la sua rielaborazione digitale diventa uno strumento narrativo per avvicinare soprattutto le nuove generazioni a persone e situazioni appartenenti al passato.

Il percorso prosegue con dispositivi LED che richiamano il procedimento della fotografia analogica e con una sezione dedicata alle arti visive, all'incisione e alla grafica contemporanea. Una lavagna multimediale completa l'offerta con una funzione didattica destinata anche alle scuole, trasformando il museo in uno spazio non soltanto da visitare, ma nel quale svolgere attività, laboratori e momenti di approfondimento.

Il progetto, nelle intenzioni dell'amministrazione, acquista però maggiore significato se inserito all'interno di un sistema che mette in sinergia più spazi espositivi e luoghi culturali. Il Museo Etnoantropologico di Castel di Tusa racconta il rapporto con le tradizioni popolari e la vita marinara, mentre nell'area di Halaesa Arconidea si trovano il Museo Archeologico “Scibona” e l'Antiquarium, direttamente collegati al patrimonio dell'antica città greco-romana.

"Il cuore di questo progetto trova nuova linfa nel centro storico di Tusa", sottolinea il sindaco Angelo Tudisca, evidenziando l'obiettivo dell'amministrazione di costruire "un'offerta culturale di altissimo profilo" capace di valorizzare l'identità locale e integrarsi con una strategia di sviluppo turistico sostenibile. Per il primo cittadino, la forza del sistema sta proprio nella capacità dei musei comunali di proporre al visitatore un percorso integrato tra mare, boschi, archeologia, musei ed enogastronomia.

La sfida, dunque, è trasformare la conservazione della memoria in uno strumento di sviluppo senza separare cultura e territorio. Tudisca guarda anche al ruolo dei piccoli e medi comuni, chiedendo ad Anci di sostenere queste realtà e indicando nella valorizzazione diffusa del patrimonio una possibile risposta allo spopolamento delle aree interne.

A Tusa il museo, in questa prospettiva diventa uno spazio nel quale il passato può essere studiato, raccontato e reinterpretato, mettendo in relazione la villa romana di Lancinè con le fotografie di Angelino Patti, le tradizioni marinare di Castel di Tusa con l'archeologia di Halaesa.

Un patrimonio diverso per epoca e natura, ma ricondotto a un'unica idea: raccontare il territorio attraverso la sua memoria.