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Da notaio a scrittrice: la sorprendente storia di Antonella Sgroi
Il romanzo "Café allongé", scritto nel secondo semestre del 2025, nasce da un dialogo improvviso in italiano e francese e da uno stage a Parigi
Successo al Palazzo di Città di Giarre per la prima presentazione del libro dell’esordio letterario di Antonella Sgroi “Café allongé”, un romanzo sorprendente e raffinato, colto e distinto da profonde riflessioni, pubblicato da Algra. Antonella Sgroi vive a Giarre, dove ha svolto la professione di notaio. Nel suo percorso c’è anche lo yoga che tuttora pratica e insegna. Innamorata di Parigi e lettrice appassionata, coltiva fra i suoi hobby la fotografia e l’astrologia. Ha già partecipato a delle antologie con un racconto e dei saggi. Questo è il suo romanzo d’esordio. «Café allongé - dichiara Antonella Sgroi -, ha avuto il suo “battesimo” a Giarre. Nel Salone degli Specchi del Palazzo di Città di Giarre, traboccante di persone e di affetto, ho avuto il piacere di dialogare con Agata Cardillo, che ringrazio per aver fatto emergere, con puntuali osservazioni, l’essenza più profonda del romanzo. Ringrazio l’attore Giuseppe Brancato per averci trasportato, con la sua voce, dentro alcune pagine del libro. Ringrazio altresì il Sindaco di Giarre Leo Cantarella, l’assessore Antonella Santonoceto, la funzionaria Clara Mirabella, per la loro presenza istituzionale, e tutta l’amministrazione comunale per aver dato, a questa presentazione, il patrocinio del Comune di Giarre e per avermi voluto onorare del dono di una targa ricordo. Ringrazio il mio editore Alfio Grasso e la Casa Editrice Algra, per la sua presenza all’evento. Ringrazio ognuno dei presenti per la partecipazione, così numerosa da commuovermi, e per aver arricchito la serata con l’ascolto attento e le interessanti domande».
Avvincente la trama del romanzo (una copia del libro per l’occasione è stata donata alla biblioteca comunale): una straordinaria Parigi, intima e non convenzionale, fa da sfondo alla storia e riflette lo stato d’animo della protagonista. Anna Silvani conduce una vita ordinata e rigorosa, ma si ritaglia spesso del tempo libero per esplorare la città. Medico omeopata, lavora alla Salpêtrière da otto anni quando rincontra Sergio Palmieri, un uomo conosciuto in passato per motivi professionali, ma adesso solo un ricordo lontano. Tra i due nasce, improvvisa, una passione che ridefinisce ritmi e priorità. Il legame, acceso ma discontinuo, è scandito dall’attesa: della telefonata, del messaggio, dell’incontro. Il tempo diventa uno spazio inquieto e sospeso nel quale rivivono e si consumano gli istanti di un amore che non si concede mai del tutto. Intensi dialoghi e profonde introspezioni scavano nell’animo dei personaggi facendo emergere fragilità e desideri, mentre si fa strada la consapevolezza che non sempre il volere può cambiare la direzione delle cose e che restare nel flusso della vita significa rispettare il proprio destino, accettando anche ciò che non si compie.
«Il romanzo è ambientato nei nostri giorni. Scritto nel secondo semestre del 2025, è stato ispirato proprio da Parigi, dove mi trovavo nel mese di luglio, in seguito a degli accadimenti sincronici.
Da un po’ di tempo la scrittura mi frullava in testa. Avevo in passato scritto dei piccoli saggi, nel campo giuridico e nel campo dello yoga ma, da lettrice appassionata, era la narrativa ad attrarmi. Amo Parigi, ci vado periodicamente e ogni tanto cerco di studiare un po’ di francese. Una mattina mi è venuta un’idea, così dal nulla proprio nel modo inspiegabile in cui giungono i doni nella scrittura, e ho scritto, un po’ in francese e un po’ in italiano, il dialogo di una coppia al bar (dialogo che è stato poi, più o meno fedelmente riportato nel libro). Qualche giorno dopo sono stata invitata a uno stage di scrittura proprio a Parigi. Non ci ho neanche pensato su e sono partita. Appena arrivata, scrivere è diventato per me necessità impellente e ha continuato a chiedermi dedizione assoluta anche dopo il mio ritorno a casa.», conclude Antonella Sgroi.