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Teatro Stabile, numeri e novità (finora inedite) sugli spettacoli della nuova stagione

Il direttore Giorgetti, rispondendo al sindacato Slc Cgil, ha diffuso alcuni dettagli sulle produzioni presenti nella stagione passata «dove un posto su tre è rimasto vuoto» e in quella nuova

18 Settembre 2026, 20:53

21:00

Teatro Stabile, numeri e novità (finora inedite) sugli spettacoli della nuova stagione

Pochi artisti e professionalità locali negli spettacoli? Il direttore del Teatro Stabile di Catania, Marco Giorgetti, non ci sta. Replica alla critica mossagli dal sindacato Slc Cgil, con una lunga lettera nella quale elenca i numeri della stagione passata, ma soprattutto di quella 2026-2027. Con dettagli finora inediti.

Partiamo dalla stagione 2025-26. Giorgetti specifica che le produzioni interne allo Stabile sono state 13 e non 14 come indicato dal sindacato. «Nel documento della Slc Cgil viene ricordato che la stagione 2025/26 contava 14 produzioni targate Teatro Stabile di Catania. Tuttavia, il Teatro non individua nel perimetro considerato le 14 produzioni cui si fa riferimento, bensì i seguenti 13 titoli». A cui segue l'elenco: Il gatto con gli stivali; Il dubbio; Signorina Else; Ciliegi rosa; Bando Drammaturgie U35; R.U.R.; Purificazione; L’amica delle mogli; Pirandello segreto; La scuola delle mogli. Pe quanto riguarda le coproduzioni queste sono state: La tempesta; Gabriele D’Annunzio, una vita Inimitabile; Virdimura. E aggiunge, appunto, i numeri: «Il solo numero dei titoli, però, non può essere assunto come indicatore sufficiente dell’efficacia di una stagione. Su 35.286 posti complessivamente disponibili nelle 82 recite considerate, sono state registrate 23.013 presenze, pari a un riempimento complessivo del 65,22%, con 12.273 posti rimasti non occupati. Il dato del Teatro Verga evidenzia in maniera chiara le difficoltà registrate: le produzioni hanno totalizzato, in 25 recite, 8.376 presenze, con un riempimento medio del 56,3% e circa 6.499 posti rimasti vuoti; considerando insieme produzioni e coproduzioni, in 47 recite sono state registrate 17.579 presenze, con un riempimento medio del 62,9% e circa 10.386 posti rimasti vuoti. Anche includendo le coproduzioni, quindi, più di un posto su tre è rimasto vuoto. Limitando l’analisi alle produzioni, è rimasto vuoto un posto su due».

Giorgetti ha dato un significato ben specifico a questi numeri che giustificherebbero le scelte contestate da Slc Cgil - come si può leggere qui - ma ha poi proseguito entrando nello specifico della nuova stagione. «I dati della stagione 2026/27 - scrive - registrano già oggi una presenza significativa e diffusa di artisti e lavoratori siciliani e catanesi. 8 produzioni presentano una presenza di artisti siciliani pari o superiore al 50%».

Nel dettaglio fornisce quindi un elenco non solo di presenze, ma anche di titoli:

  • “La commedia scende in piazza” coinvolge 3 artisti siciliani su 6;
  • il progetto Drammaturgie U35 coinvolge 3 siciliani su 9;
  • i Caffè letterari coinvolgono esclusivamente artisti siciliani;
  • gli Incontri di poesia coinvolgono esclusivamente artisti siciliani;
  • le Consultazioni poetiche coinvolgono 2 siciliani su 2;
  • “Pinocchio e Giufà” coinvolge 7 siciliani su 12;
  • “Il dubbio” coinvolge 2 siciliani su 7;
  •  “RUR” coinvolge 7 siciliani su 8.

Tra le coproduzioni: «People” coinvolge 2 artisti siciliani su 13, “Orlando” coinvolge 5 artisti siciliani, “Il malato immaginario” presenta un cast interamente siciliano , “Romeo e Giulietta” coinvolge un artista siciliano, “Lear” coinvolge 13 siciliani su 13; “Virdimura” coinvolge 13 siciliani su 15; "Dioniso è qui" coinvolge 1 siciliano». Poi sottolinea che «particolarmente significativo è il dato relativo al reparto tecnico del Teatro Stabile. Tra i lavoratori fissi, 6 su 7 sono siciliani e 4 sono catanesi. Tra gli stagionali, 26 su 27 sono siciliani e 24 sono catanesi».

Giorgetti prosegue: «Questi numeri non sono a mio giudizio compatibili con la rappresentazione di un’Istituzione che avrebbe progressivamente marginalizzato le professionalità del territorio. Dimostrano, al contrario, che il coinvolgimento di artisti e tecnici siciliani attraversa una parte sostanziale della programmazione e della struttura produttiva del Teatro, ma avviene in maniera diversa rispetto al passato, cioè capillare e attenta anche al ricambio generazionale e alla linea di rilancio avviata per creare reali prospettive di sviluppo in un Teatro che guarda al futuro».