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teatro

"Catania capitale del turismo internazionale grazie anche al Fringe Festival"

Presentata la V edizione del Catania Off che punta a trasformare la città in un grande palcoscenico diffuso

19 Settembre 2026, 11:19

11:20

"Catania capitale del turismo internazionale grazie anche al Fringe Festival"

Catania ha tutte le carte per divenire capitale del turismo e il Fringe potrebbe rappresentare un volano importante, così com’è stato per Avignone ed Edimburgo”. Con queste parole Francesca Romana Vitale e Renato Lombardo, ideatori e direttori del Fringe Italia Off International Festival — che celebra i dieci anni dalla fondazione — hanno aperto, nella Sala della Notte di Palazzo della Cultura, la conferenza stampa di presentazione della V edizione del Fringe Catania Off. Accanto a Vitale e a Lombardo — collegato da Milano — sono intervenuti Paolo Di Caro, direttore della Direzione Cultura del Comune di Catania, che ha portato i saluti del sindaco Enrico Trantino, e, in collegamento, Marco Giorgetti, direttore del Teatro Stabile di Catania.

In sala, numerosi attori, performer, operatori culturali e titolari degli spazi che ospiteranno le rappresentazioni, a testimonianza della rete tra artisti, luoghi e professionisti che costituisce l’ossatura della manifestazione. “Abbiamo artisti che hanno davvero girato il mondo — sottolinea Vitale —. Molti di loro hanno attraversato festival, città e circuiti internazionali, portando i propri spettacoli davanti a pubblici diversi e confrontandosi con culture e linguaggi differenti”. E aggiunge Lombardo: “È questa una delle grandi ricchezze del Fringe: far arrivare a Catania esperienze artistiche maturate in giro per il mondo e, allo stesso tempo, offrire agli artisti nuovi spazi, nuovi incontri e nuove possibilità di circuitazione”.

Il progetto punta a trasformare la città in un grande palcoscenico diffuso, portando il teatro oltre i luoghi canonici e costruendo un vero piano di marketing territoriale capace di connettere il centro con le periferie. In cartellone una trama di spettacoli, incontri, attività nelle scuole e appuntamenti collaterali pensati per creare nuove relazioni tra pubblico, artisti e territorio. Di Caro ha definito il Fringe una “sperimentazione di un modello che entra anche nei luoghi difficili”, evidenziandone la capacità di “favorire processi di internazionalizzazione” e, al contempo, di “raggiungere quartieri e realtà periferiche attraverso rappresentazioni, incontri e attività rivolte alle scuole”.

Centrale il coinvolgimento dei giovani e degli studenti, chiamati non solo ad assistere, ma a confrontarsi concretamente con il teatro, conoscerne l’“anatomia”: linguaggi, costruzione, professioni e meccanismi. Per Vitale e Lombardo, la cifra del Fringe sta nel ribaltare l’idea di teatro come istituzione, abbattendo distanze e barriere. Nessuno deve sentirsi escluso: le proposte sono accessibili, attuali, originali e innovative, capaci di intercettare pubblici differenti e di portare la scena laddove di norma non arriva. La rassegna è anche una vetrina professionale: gli artisti diventano, in parte, manager di se stessi, dialogano direttamente con il pubblico e con gli operatori, imparano a promuovere il proprio lavoro e possono trovare nel festival nuove opportunità di circuitazione, collaborazioni e crescita.

Sul valore di questa apertura è tornato anche Marco Giorgetti, rimarcando come il Teatro Stabile condivida con il Fringe principi quali internazionalizzazione, ricerca di nuovi palcoscenici e linguaggi, e un rapporto organico con il territorio. Il teatro, ha detto, deve entrare “in relazione con la città e con le sue energie, creando occasioni e percorsi capaci di andare anche oltre il singolo spettacolo”. Il progetto è sostenuto e accompagnato, sul territorio, da Siae, Fondazione Sicilia e dal Comune di Catania attraverso il progetto Palcoscenico Catania, in collaborazione con l’Università di Catania e con realtà culturali, scolastiche e sociali coinvolte nelle diverse sezioni della manifestazione.

Tra gli appuntamenti collaterali, le serate di presentazione del 14 e del 20 ottobre, inserite in un calendario dedicato alla città, agli artisti, ai giovani e agli operatori del settore. Il Fringe si conferma così non soltanto una kermesse teatrale, ma un progetto di rigenerazione culturale, promozione territoriale, formazione e internazionalizzazione, capace di mettere in dialogo centro e periferie, nuove generazioni e professionisti, spazi istituzionali e luoghi non convenzionali. Informazioni su biglietti e programma: www.fringeitaliaoff.com