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stop ai concerti

Roy Paci operato d'urgenza in Salento. «Torno a casa, sono grato alla vita»

In un post l'artista racconta la sua esperienza in ospedale. «Mi hanno salvato da conseguenze più gravi»

22 Settembre 2026, 23:41

23:50

Roy Paci operato d'urgenza in Salento. «Torno a casa, sono grato alla vita»
"Si torna a casa". Scrive così sui social Roy Paci che è stato operato d'urgenza a Tricase rassicurando fan e amici sulle sue condizioni di salute e dicendo di uscire fuori "più grato alla vita". Il trombettista e cantautore siciliano è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Tre giorni fa il suo staff aveva annunciato lo stop forzato dei live e la cancellazione dei concerti previsti a Longobardi Marina e al Cous Cous Festival di San Vito Lo Capo a causa di “improvvisi e seri problemi di salute” dell’artista. 
Il 16 settembre aveva festeggiato il compleanno sul palco, durante un concerto con la torta portata dal figlio Santiago e dalla compagna Roxy. Poi, lo stop.
"L'operazione è andata a buon fine e devo dire che mi ha salvato da conseguenze molto più gravi. Ed è solamente grazie a donne e uomini come loro che ogni giorno si prodigano per accudire, assistere e salvare vite umane. Sono gli operatori ospedalieri, sono dottori, infermieri e persino il personale delle pulizie che umanizzano la permanenza in questi luoghi che di per se portano un po' di tristezza, diciamolo". Paci dedica parole di gratitudine e di affetto ai pazienti anziani del reparto. "Sono stato in un reparto dove c'erano attorno a me solo pazienti anziani ma con due palle giganti, che mi hanno incoraggiato e coccolato come un figlio. Ho vissuto un ospedale che escludendo gli attrezzi e gli oggetti caratterizzanti, appariva come una grande casa abitata da una famiglia amorevolmente bizzarra e piacevolmente eterogenea. Oggi torno a casa non prima di ringraziare pubblicamente il gigantesco dott. Alessandro Distante, il Primario Leonardo Salamè, il buon Vito e tutto il personale dell'Ospedale "Cardinale G. Panico" di Tricase".
Il messaggio continua: "Dicono che la ripresa sia rapida e quindi non posso che darvi appuntamento al primo prossimo concerto che potrò affrontare per abbracciarvi a tutte/i ed essere grato per i mille mila messaggi ricevuti in questi giorni. Esco fuori più fortificato e sicuramente più grato alla vita non soltanto per ciò che mi dona, ma anche per ciò che mi nega, per ciò che mi toglie e per ciò che mi costringe a comprendere. E ritorno al mio mestiere di musicista con un desiderio e una promessa a me stesso: quella di riuscire a portare negli ospedali pubblici, una sorta di filodiffusione con generi adeguati come classica, downtempo e easy listening. Sicuramente i suoni non sono farmaci, ma credo fermamente che possono diventare una forma potentissima di cura interiore: accompagnano il dolore, restituiscono memoria, muovono emozioni, ricompongono silenzi. La musica non promette di guarire nessuno, ma sa raggiungere luoghi dell’anima dove nessuna medicina può arrivare".
E per chiudere cita una frase attribuita al Dalai Lama: "Nessuno è nato sotto una cattiva stella; ci sono semmai uomini che guardano male il cielo".