Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
29 settembre 2026 - Aggiornato alle 22:51
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×
☰

Slow Food Messina

Il cibo che rigenera Messina: giovani produttori, mense a km zero e turismo sostenibile

Un osservatorio metropolitano del cibo per rilanciare economia e biodiversità

29 Settembre 2026, 21:40

Il cibo che rigenera Messina: giovani produttori, mense a km zero e turismo sostenibile

L'obiettivo fondamentale di questa collaborazione è la costituzione di un vero e proprio Osservatorio Metropolitano del Cibo. Si tratta di un tavolo di lavoro permanente chiamato a definire strategie di transizione ecologica, inclusione e sviluppo del territorio. Tra i progetti più concreti figura la revisione dei disciplinari per le mense scolastiche. Come spiega Mostaccio: «Stiamo ragionando su come fare un disciplinare per le mense che tenga conto della prossimità. Si parte, dunque, sostenendo il piccolo produttore, allo stesso tempo si raggiunge lo scopo di avere in mensa a scuola il prodotto fatto dal produttore locale, quindi un prodotto sano: il pane con quella farina sarà servito ai ragazzi al posto di un pane fatto in maniera totalmente chimica. Raggiungendo così un doppio obiettivo, creando una rete virtuosa». L'ispirazione per questo modello deriva dall'esperienza toscana di "Qualità e Servizi", consorzio pubblico-privato guidato da Filippo Fossati, che unisce diversi Comuni vicini a Firenze per offrire un menu basato su filiera corta e prodotti di alta qualità. A livello locale, lo scopo è quella coinvolgere tutti i 108 comuni del Messinese in una mappatura completa delle risorse agroalimentari. Un progetto ambizioso, che può attingere da una provincia ricchissima dal punto di vista alimentare, che messa in rete, o meglio, nel circolo virtuoso che immagina Slow Food, può raggiungere vette altissime.

Un'altra direttrice essenziale per rilanciare la città passa dal turismo sostenibile e trasformativo, capace di offrire un'alternativa concreta al modello mordi-e-fuggi delle navi da crociera. Attraverso iniziative internazionali come il progetto interregionale "Inspire", e grazie all'integrazione nella rete globale "Slow Food Travel", si lavora per creare itinerari esperienziali tra paesaggi, borghi ed enogastronomia. L'idea è evitare che «cinquemila persone girino per la città ad accaparrarsi il pesto di pistacchio fatto in Cina», offrendo invece un racconto autentico guidato dai piccoli produttori, considerati «i veri custodi del territorio e della biodiversità».

Slow Food ha, invece, puntato quest'estate sul turismo legato alle feluche: «Quest'anno il progetto delle cene a bordo delle storiche imbarcazioni ha registrato un'esplosione pazzesca – descrive Mostaccio - con oltre 2.000 presenze, garantendo entrate fondamentali ai pescatori in un'annata difficile. La caccia al pesce spada affronta infatti le insidie di nuove reti straniere e soprattutto la crisi creata dal surriscaldamento dei mari, che spinge i pesci a nuotare in profondità rendendoli inaccessibili all'arpione tradizionale. Così, con le cene a bordo, abbiamo creato un'alternativa sostenibile».