Cinema e Tv
Scriptopìa: a Messina il festival che mette gli sceneggiatori in cattedra
Si è chiusa la rassegna dedicata alla scrittura per Cinema e tv che si propone agli studenti per dare loro occasioni di confronto con gli autori e ridurre il divario col Nord
Si è chiusa lunedì 28 settembre la seconda edizione di Scriptopìa, il primo festival in Italia dedicato agli sceneggiatori. “Siamo soddisfatti, perché è stata una seconda edizione ricchissima, per film, autori, e di pubblico, sia alla Chiesa di Santa Maria Alemanna, che ai dipartimenti Cospecs e Scipog dell'Università, che hanno visto gli incontri tra moltissimi autori e gli studenti, ma anche i semplici appassionati”, racconta Francesco Gulletta, di Messina Film Commission. Il Festival nasce, infatti, da un'idea di Messina Film Commission, con il sostegno di Fondazione Messina per la Cultura, e l'università di Messina. Sei giorni dedicati ai contenuti, per accendere i riflettori lì dove nasce la narrazione, e in “un territorio che sicuramente patisce l'inaridimento causato dall'abbandono dei giovani, perché migliaia di ragazzi vanno altrove per formarsi o per lavorare, il nostro è il tentativo di dare delle opportunità formative a chi decide di restare o a chi è costretto a restare”, spiega anche Davide Scimone, di Messina Film Commission. Il festival punta così a ridurre il divario formativo tra le istituzioni del Nord e quelle del meridione, offrendo agli studenti e agli appassionati un punto di incontro diretto con i professionisti del settore, nella città dello Stretto, che tra le offerte formative ha il Dams, l'unica a sud di Napoli. Portare gli sceneggiatori in cattedra significa “riconoscere un'importanza" a chi costruisce la narrazione fin dalle sue origini, creando un’occasione di confronto tra autori, docenti ed esperti di diverse materie. Il tema conduttore di questa edizione è stato "Lo straniero di prossimità", traendo ispirazione dall'opera di Camus (L'étranger) per esplorare l'alterità come elemento trasversale, vicinissimo a noi e capace di innescare la narrazione. Ogni serata è stata aperta dalla proiezione del cortometraggio d'animazione "Una Rosa" di Simone Massi, per poi dare spazio a lungometraggi e incontri con gli autori, da Gianluca Matarrese con "Il quieto vivere" a Leandro Picarella con "Sciatunostro", il bellissimo "Il grande Boccia" di Karen Di Porto, fino alle produzioni di Massimiliano Camaiti, Nunzio Gringeri e Lisa Nur Sultan. Scriptopìa continuerà anche nelle prossime edizioni con l'ambizione di mostrare come la valorizzazione della scrittura cinematografica possa trasformarsi in "un motore di riscatto culturale e sociale per l'intero territorio", spiega ancora Scimone.
“Le proiezioni alla Chiesa di Santa Maria Alemanna hanno riguardato quest'anno soprattutto il "cinema del reale” ovvero una particolare forma di documentario, quel documentario narrativo che si avvicina moltissimo al neorealismo italiano degli anni '50”, spiega anche Gulletta. Ma non senza tralasciare la fiction pura: “Nella serata di sabato – continua - abbiamo visto due commedie tutte quante al femminile di grande successo”.
“Per l'anno prossimo ovviamente l'impegno è quello di crescere ancora – concludono Gulletta e Scimone -. Saremo alla terza edizione di un festival che già ha un suo ruolo nel panorama dei festival cinematografici per la sua particolarità, che è il suo aspetto formativo, si rivolge sì al pubblico, infatti, ma anche e soprattutto agli studenti. Per questo il nostro scopo è di aumentare le sinergie con l'Università, grazie anche alla sempre più forte collaborazione delle associazioni di categoria degli autori cinetelevisivi. Senza dimenticare il sostegno del Comune attraverso la Fondazione Messina per la Cultura, che ringraziamo”.
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