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Ci lascia a 102 anni la leggenda del cinema: dall'Oscar all'esordio accanto a Marlon Brando alla magia con Hitchcock

Si è spenta a Los Angeles Eva Marie Saint  una delle icone più eleganti e longeve sul grande e piccolo schermo

07 Ottobre 2026, 10:52

11:00

Ci lascia a 102 anni la leggenda del cinema: dall'Oscar all'esordio accanto a Marlon Brando alla magia con Hitchcock

Si è spenta all’età di 102 anni Eva Marie Saint una delle interpreti più emblematiche e raffinate della storia del cinema e dello spettacolo mondiale. L’attrice è morta per cause naturali il 6 ottobre 2026, nella sua casa di Los Angeles, chiudendo una parabola biografica e artistica straordinaria, iniziata il 4 luglio 1924 a Newark, nel New Jersey.

La carriera di Eva Marie Saint non nacque sotto i riflettori californiani. Nel 1942 entrò alla Bowling Green State University, in Ohio, con l’intenzione di diventare insegnante, come la madre, ma fu il responsabile del dipartimento, Elden T. Smith, a incoraggiarla a sostenere un provino teatrale. Conseguita la laurea nel 1946, si trasferì a New York: lavorò alla NBC, recitò alla radio e frequentò il celebre Actors Studio.

La svolta arrivò a Broadway nel 1953, con la commedia The Trip to Bountiful accanto a Lillian Gish: quella prova drammatica conquistò Elia Kazan, che le affidò il ruolo della vita sul grande schermo.

Nel 1954 esordì al cinema in Fronte del porto, interpretando Edie Doyle, la giovane sorella di un portuale ucciso che spinge l’ex pugile Terry Malloy (Marlon Brando) a ribellarsi al racket. Un’interpretazione costruita sull’ascolto, la tensione morale e una fermezza disarmante le valse l’ammirazione unanime di critica e pubblico. Il 30 marzo 1955 arrivò la consacrazione: l’Oscar come migliore attrice non protagonista. Quella serata entrò nella memoria dell’Academy anche per un dettaglio intimo e toccante: salì sul palco al termine della gravidanza del primo figlio, che sarebbe nato pochi giorni dopo. Nel 1951 aveva sposato il regista e produttore Jeffrey Hayden, con il quale condivise 65 anni di matrimonio, fino alla morte di lui nel 2016.

Nel 1959 Alfred Hitchcock le cucì addosso un personaggio indimenticabile, radicalmente diverso, in Intrigo internazionale. Nei panni dell’elegante e sfuggente Eve Kendall, al fianco di Cary Grant su un treno lanciato verso il destino, diede vita a una delle figure più magnetiche del cinema d’autore. Il regista curò personalmente il guardaroba e la postura dell’attrice, trasformando la suspense in un gioco di sguardi e sottintesi che culminò nella celebre sequenza sul Monte Rushmore.

Pur con una filmografia misurata — la Turner Classic Movies censisce 21 lungometraggi — i suoi titoli spaziano dalla commedia al dramma civile: That Certain Feeling con Bob Hope, Raintree County, A Hatful of Rain sul tema della dipendenza, Exodus con Paul Newman, All Fall Down con Warren Beatty, The Russians Are Coming, the Russians Are Coming e Grand Prix. Lungi dal considerare la televisione un ripiego, negli anni Settanta e Ottanta fu protagonista di produzioni di alto profilo, conquistando nomination agli Emmy per How the West Was Won e Taxi!, e interpretando la madre di Cybill Shepherd in Moonlighting.

Nel 1990 ottenne l’Emmy come migliore attrice non protagonista per la miniserie People Like Us, coronando decenni di lavoro impeccabile. Nel cinema più recente è apparsa in Nothing in Common accanto a Tom Hanks, oltre che in Because of Winn-Dixie, Superman Returns e Winter’s Tale. Il lascito Legatissima alla propria università d’origine — dove nel 1986 istituì una borsa di studio e nel 2012 le fu intitolato un teatro — lascia un segno incancellabile. La sua eredità artistica resta consegnata alla storia: la rara capacità di rendere i personaggi complessi e trasparenti, senza mai banalizzarli.