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A "The Voice Senior" quest'anno spunta anche il country, Mannoia porta le sue storie in giuria

Dal 9 ottobre il talent dedicato alle voci over 60 torna in prima serata su Rai1 per la settima edizione

07 Ottobre 2026, 10:58

11:00

A "The Voice Senior" quest'anno spunta anche il country, Mannoia porta le sue storie in giuria

A 'The Voice Senior' quest'anno spunta anche il country, si riscopre Dolly Parton e soprattutto arriva Fiorella Mannoia, pronta a trasformare la poltrona da coach anche in un piccolo archivio della storia della musica italiana. Dal 9 ottobre il talent dedicato alle voci over 60 torna in prima serata su Rai1 per la settima edizione, ancora una volta con Antonella Clerici alla guida e Arisa, Nek, Clementino e Rocco Hunt tra i coach.

"Ogni secondo succede qualcosa, non c'è mai niente di noioso", assicura Clerici. La formula non cambia: blind auditions, knock out e finale con televoto. "Il regolamento è totalmente consolidato", spiega la conduttrice, che però quest'anno è rimasta colpita soprattutto dal repertorio. "La scelta delle canzoni è stata molto particolare, non si sentono per forza quelle alla moda. I nostri senior sono originali".

La novità più evidente è Mannoia. "Il programma è delicato e leggero - racconta la cantante -. Le persone che si mettono in gioco non stanno puntando ad avere un futuro nella musica: hanno un'altra vita, altre storie, ma una grande passione. Per loro essere qui è un traguardo, ed è molto toccante". Nessun problema di ambientamento: "non sono mai stata un'estranea, conoscevo tutti. Ho partecipato con grande gioia". E su Clerici: "È proprio come noi, è umana. La televisione non mente: se sei finto si vede, se sei vero si vede".

Un innesto accolto con entusiasmo anche dagli altri coach. "Fiorella è un'imperatrice", dice Clementino. "Ci racconta episodi pazzeschi che riguardano altre leggende della musica italiana. È come una mamma o una sorella maggiore che racconta una favola e noi ascoltiamo a bocca aperta".

Ma 'The Voice Senior', rivendicano i protagonisti, vuole restare lontano dalle dinamiche più urlate dei talent. "Quelli che li guardano si aspettano la litigata o il gossip, qui non ci sono - sottolinea Clementino -. C'è uno spirito accogliente e divertente e la gente a casa avverte questa leggerezza". Una leggerezza che non significa mancanza di qualità. Nek parla di "performance molto coraggiose" e di concorrenti che "rappresentano un esempio anche per chi fa questo mestiere". I coach cercano di essere "il più onesti possibile": anche una voce abituata a cantare bene può incappare nella serata sbagliata, perché "se il falsetto in quel momento non esce, non esce".

E quest'anno il viaggio musicale si allarga. "Ci saranno molti pezzi country", anticipa Rocco Hunt, che dai senior dice di avere scoperto repertori lontani dal suo: "C'è molta cultura e preparazione. Abbiamo l'opportunità di imparare qualcosa di nuovo e di avvicinarci a generi che scopriamo grazie a loro".

Arisa indica Dolly Parton tra i nomi che il pubblico potrebbe riscoprire. Ma soprattutto difende l'identità del format: "I concorrenti non sono cliché, non sono banali. The Voice è il programma inclusivo per eccellenza. In un tempo in cui conta più apparire che essere, noi valutiamo l'arte solo per quello che ci dà emotivamente. Non guardiamo l'estetica o la forma: guardiamo l'emozione. È estremamente democratico". È anche per questo che Clerici continua a divertirsi: "Voglio serenità nei miei programmi. Non stiamo facendo un'operazione a cuore aperto, siamo dei privilegiati: poche menate. È un programma molto giusto per Rai1".