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Gassman, un gigante pieno di melanconia

19 Ottobre 2018, 12:10

Gassman, un gigante pieno di melanconia

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ROMA 19 OTT - Vittorio Gassman era un gigante pieno di malinconia, un timido esuberante come è per molti introversi. La sua figura di artista eclettico, mattatore e fragile, padre assente e presente è raccontata nel documentario di Fabrizio Corallo, 'Sono Gassman! Vittorio, re della commedia' alla Festa del Cinema di Roma domenica 21 ottobre e in autunno su Sky Arte. Testimonianze e stralci di interviste all'attore morto nel 2000, fanno giustizia alla sua vita artistica e indirettamente alla vera e autentica 'commedia all'italiana' che resta un momento felice e insuperabile del nostro cinema. "Ho tentato di privilegiare - dice Corallo - la sua doppia metamorfosi. La prima quella che a partire dal film di Monicelli I soliti ignoti lo ha trasformato alla fine degli anni '50 da acclamato interprete teatrale e di film drammatici - da lui giudicati "dimenticabili" - in uno dei più amati attori brillanti. La seconda è stata quella che lo ha portato a rivelare col tempo la sua vera natura di persona introversa e ipersensibile".