home page| open menuNotizie Locali

WHATSAPP: 349 88 18 870

WHATSAPP: 349 88 18 870

Dopo 90 anni scovato l’errore: l’epigrafe era di Salfi e non di D’Annunzio

Individuato il vero autore dell’iscrizione sul monumento ai Caduti di Carlentini

Dopo 90 anni scovato l’errore: l’epigrafe era di Salfi e non di D’Annunzio

«Finché noi facciam plauso agli eroi / vacillar libertade non può». Non fu Gabriele D’Annunzio l’autore dell’epigrafe che campeggia sul monumento ai caduti in guerra di Carlentini, ma il meno noto poeta Francesco Saverio Salfi, calabrese di Cosenza nato nel 1759 e spentosi a Parigi nel 1832. Perché qualcuno si accorgesse dell’errore ci son voluti 90 anni – realizzato anche grazie alla generosa contribuzione della comunità carlentinese residente a Omaha, nel Nebraska, il monumento fu infatti inaugurato il 26 luglio 1925 – e altri 3 perché l’amministrazione comunale disponesse finalmente, è notizia di questi giorni, la “correzione” e dunque la sostituzione di quelle lettere in bronzo ancora fissate sul piedritto in travertino che regge la monumentale opera – un soldato nell’atto di essere baciato in fronte dalla Vittoria Alata – del celebre scultore e medaglista italiano Torquato Tamagnini.

Meglio tardi che mai. Nel 2015, in occasione di una conferenza sul centenario della Grande Guerra nei locali del Circolo di Conversazione, l’allora presidente Luciano Pistritto, ex cancelliere del Tribunale di Siracusa, rivelò la fortuita scoperta fatta proprio compiendo una ricerca su quei versi. Altro che “Vate”. «Finché noi facciam plauso agli eroi / vacillar libertade non può» non è altro che il ritornello di un «Inno per la festa ordinata dal generale in capo Brune in memoria dei bravi morti nel passaggio del Mincio», composto appunto da Francesco Saverio Salfi per celebrare la vittoria nella battaglia del Mincio combattuta l’8 febbraio 1814 fra l’esercito franco-italiano e un’armata austriaca.

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 1
  • ASTOLFO

    01 Dicembre 2018 - 12:12

    Ma chi ha mai potuto credere che questi versi insulsi e ridicoli fossero di D'Annunzio? Solo un poetastro ignoto come questo Salfi poteva scriverli! Ma la cosa più importante sarebbe ora scoprire chi è stato a suggerire, all'epoca, di andare a pescare la citazione banalissima e impoetica di un poeta del primo 800 per celebrare i caduti della prima guerra mondiale. E' del tutto incomprensibile immaginare perché rivolgersi ad un poeta (?) calabrese, a tutti ignoto e vissuto tra il 1759 e il 1832, per commemorare i caduti di Carlentini della guerra 1915-1918. Si poteva capire solo se fosse stato un poeta locale, che voleva così celebrarsi insieme ai caduti. Ma così è davvero un enigma incomprensibile ed una scelta scellerata, starei per dire quasi un oltraggio.

    Rispondi

Il giornale di oggi

Sfoglia

Abbonati

I VIDEO

nome_sezione

VivereGiovani.it

EVENTI

Sicilians

GOSSIP

Qua la zampa