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Le due vite parallele che finiranno per intrecciarsi

Di Giacomo Palermo

Leonardi è un prete cattolico che nella sua missione evangelica ha toccato con mano mondi tra loro distanti, ma pur sempre accomunati da alcune esigenze esistenziali e gravati dalle stesse domande che non conoscono linee di demarcazione tra un quartiere e l’altro né tra i vari livelli sociali.

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Le domande sono quelle legate alla spiritualità, alle tentazioni, al desiderio, all’amore, all’onestà e al modo di vivere e affrontare gli ostacoli quotidiani. Un prete però non solo sfiora le esistenze degli altri bensì le penetra, le assorbe e ne trae una conoscenza dei dettami interiori che difficilmente in altri ambiti è dato individuare. Nel caso di Mauro Leonardi accanto alla vocazione sacerdotale c’è il senso della scrittura. Nel romanzo Una giornata di Susanna (Cooper, pagine 186, euro 16,00) l’autore mette al servizio della storia la sensibilità e la conoscenza dell’essere umano che solo un uomo di Dio forse riesce a comprendere.

Entra, Leonardi, nei meccanismi mentali di una donna di mezz’età, Susanna, e nell’arco di ventiquattr’ore ne distilla ogni istante come se fosse un singolo universo che si distacca dalla mente per fluttuare sulle pagine. Susanna è madre e moglie e lavoratrice. Conduce una vita tutto sommato banale salvo che per il fatto che il suo mondo interiore è un pozzo senza fondo che analizza e mette in luce ogni granello della sua esistenza portandola a mettersi in discussione di continuo. Accade che Susanna ceda alle lusinghe e alle avance di un uomo, un compagno di lavoro. Quell’uomo rappresenta il mondo altro, il mondo in cui lei non si è mai affacciata. Si conoscono da anni e le loro condotte quotidiane hanno sempre seguito vie parallele, binari apparentemente non destinati a incontrarsi. La vita, però, sa colpire qualsiasi bersaglio e nessuno di noi è immune da tentazioni e debolezze e Susanna non fa eccezione. Quello che le accade ribalta non solo la prospettiva di moglie fedele e devota e madre presente, ma la investe a livello cerebrale mettendo in discussione l’essenza stessa dell’istituzione familiare nonché i gangli che reggono la vita di una donna attraverso meccanismi che sviliscono nella loro ripetitività.

E allora? Guido, il marito, è presente nell’assenza, Umberto invece è lì, pronto, deciso, complice. Lei non lo considera un amante perché non ha bisogno di un amore clandestino. Lei vuole l’amore. E all’amica Maddalena che cerca di capire se si trova davanti una donna frustrata dalla neutralità del marito, Susanna cerca di spiegare cosa accade dentro di lei. Un senso dell’amore per sentirsi vivi e per omaggiare ogni istante della propria vita a dispetto di quel ripetersi di gesti e movimenti che portiamo avanti nei giorni, nelle settimane nei mesi e negli anni. Il romanzo inizia in piena notte e termina in piena notte. In mezzo ventiquattro ore di frenetica e introspettiva vita. È di notte che i pensieri di Susanna sorgono come sipari a disvelare ciò che in realtà lei sa di essere. È la notte l’unica compagna abilitata a sbatterle in faccia il dolore e l’incoerenza di ogni atto negato. Ed è sempre la notte che porta la poesia, la protezione del silenzio e la paura delle tenebre.

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