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Gela, il mistero delle due tombe di epoca greca da esplorare

Di Maria Concetta Goldini

Gela. In via Butera a distanza di due metri l’una dall’altra sono affiorate ieri due sepolture greche presumibilmente del V secolo a. C. Sono del tipo a cappuccina. La prima, una tomba di adulto, è stata tranciata a metà negli anni Cinquanta durante la posa della rete idrica mentre negli anni Ottanta la tubazione del metano è passata sopra le sepolture senza intaccarle.

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La seconda è la tomba di un bambino ed è intatta. Oggi gli archeologi Gianluca Calà e Marina Congiu che hanno portato alla luce entrambe le sepolture durante gli scavi di posa della rete idrica di Caltaqua, apriranno la tomba del bambino. Essendo inviolata dovrebbero trovarsi i resti umani e i corredi. La zona di va Butera è poco distante da via Genova dove è emersa una necropoli. Molto probabilmente si tratta di un’unica necropoli. La scoperta di ieri è avvenuta in una zona di fronte all’attuale cimitero monumentale a segnare quasi una continuità tra passato e presente.

I lavori di Caltaqua continuano a rivelarsi una miniera per l’archeologia e per ridisegnare la mappa della polis di età greca.

«Una vera miniera di gioielli - commenta l’arch. Mario Cernigliaro che segue i lavori come responsabile unico del procedimento - ma la mia amarezza è che nonostante l’emergenza che si è venuta a creare per la necessità di reperire fondi per così tanti scavi archeologici, gli organi competenti sono sordi. I fondi per gli scavi archeologici la Regione li ha inviati altrove e non qui dove in questo momento c’è un’ emergenza».

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