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Siracusa: standing ovation per Elena, tragicommedia greca che è piaciuta anche ai giovani

Di Donata Guarino

SIRACUSA - Tutta al femminile è, quest’anno, la rassegna teatrale al teatro greco di Siracusa per la stagione 2019. La prima, delle prime, è andata in scena il 9 maggio, in un teatro gremito di gente, anche di tanti giovani che hanno applaudito con convinzione, sempre emozionante, questa volta di più (è un colpo d’occhio lo specchio d’acqua!).

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Si tratta di Elena di Euripide per la regia di Davide Livermole, regista eclettico e creativo, che ha diretto di recente anche alla Scala di Milano.

La storia di Elena di Troia (Elena è Laura Marinoni, già presente al teatro greco di Siracusa, brava e sensuale, ironica e “luccicante”), la storia di una vita, la tragedia che l’ha colpita rendendola straniera, allontanandola dalla sua patria, dai suoi fratelli, da suo marito Menelao è raccontata (in ben due ore) attingendo ad elementi propri della Commedia e dell’Operetta.

La messa in scena è una tragedia e una commedia insieme, che le sdogana nelle battute e nelle movenze degli attori. È una scelta del regista, che però funziona.

Euripide scrive un incipit pazzesco, reso meravigliosamente dalla eccellente traduzione di Walter Lapini , che aggiunge qua e là battute che sembrano un mantra di certi politici. Mette in bocca alla vecchia che vede per primo Menelao naufrago, approdato in Egitto, la frase “qui da noi i porti sono chiusi”. Rifletto. Ma com’è possibile che fratelli possano buttare in mare altri fratelli?

Gli stranieri, le donne - anzi Elena, la donna celeberrima e vituperata- e l’amore, declinato in tutte le sue desinenze, sono per lo spettatore un monito. Ognuno ha il diritto di reiventarsi la vita. Elena è capace di reinventare e ricomporre pezzi di vita.

Il rimando all’acqua è facile allegoria. L’acqua è vita. E qua l’acqua ha un ruolo preciso. La metamorfosi di dannunziana memoria de “ La pioggia nel pineto”, che colpisce e coinvolge i sensi del poeta e di Ermione, è strumento musicale (oltre all’arpa) grazie al sofisticato progetto hi tech di Andrea Chenna. L’acqua suona, sì. Un software trasforma il rumore dell’acqua in suono che accompagna la vicenda narrata come le onde del mare in un viaggio spesso onirico, mai scontato.

Bravi anche gli altri attori: Viola Marietti (Teucro), Mariagrazia Solano ( la vecchia), Simonetta Cartia (Teonoe), Linda Gennari e Maria Chiara Centorami (messaggeri), Federic a Quartana (corifea), Bruno Di Chiara, Marcello Gravina , Django Guerzoni, Giancarlo Latina, Silvio Laviano, Turi Moricca e Marouane Zotti (i Dioscuri).

Hanno contribuito per le scene Davide Livermole, per i costumi Gianluca Falaschi, per le luci Antonio Castro. Videomaker è Paolo Jep Cucco.  Avrei ridotto almeno di un quarto d’ora lo spettacolo, che sembra rallentare a tratti nella seconda parte. Ma poi si riprende. Studiata è la parte finale, i movimenti reiterati del coro.

Il classico e il contemporaneo vanno in scena (coinvolgendo insomma i cinque sensi!) per raccontare storie di vita, fatti che non possono lasciarci indifferenti. Lo schermo ha proiettato immagini diverse, di colori diverse. Come fosse lo specchio della vita. Il teatro forma, forgia, ci rende migliori. Questo è uno spettacolo diverso. Merita di essere visto. Magari ci rende migliori!

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