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Giarre, la legalità nel nome di Rosario Livatino al comprensivo Russo

Di Fabio Russello

Il 24 e 25 ottobre il «Tour del saluto della legalità», del regista Francesco Millonzi farà tappa all'Istituto Comprensivo Giuseppe Russo di Giarre con un monologo dedicato ai temi della legalità e alla proiezione del nuovo film di Millonzi dal titolo: «Sub Tutela Dei, il Giudice Beato», sulla vita, la causa di beatificazione e la cronaca dell'uccisione del giudice Rosario Livatino. L'incontro è stato organizzato dalla dirigente dott.ssa Maria Novelli e dalla referente del progetto didattico prof.ssa Patrizia Furnari.
Nel film si racconta la vita e la cronaca dell'uccisione del giudice Rosario Livatino, ma anche, la vita spirituale e l’iter della causa di beatificazione del magistrato. Nel fil ci sono le testimonianze dei magistrati Nunzio Sarpietro, Vittorio Fontana, Michelangelo Patané, Ottavio Sferlazza, Domenico Airoma (che è anche vice presidente del Centro Studi Livatino) del cardinale Francesco Montenegro, di don Giuseppe Livatino, il direttore del quotidiano La Sicilia Antonello Piraneo, il giornalista de La Sicilia Fabio Russello, di Ugo Tomaselli, della cugina Rosaria Livatino, del compagno di scuola Giuseppe Palilla, di uno dei professori del giudice Livatino ed ex dirigente scolastico Gaetano Augello. Il film è stato realizzato in partnership con l'associazione dedicata al giudice Livatino e al giudice Gaetano Costa Giustizia e Pace, fondata dall'ex Procuratore della Corte Di Cassazione Vittorio Fontana e presieduta da Ugo Tomaselli.
All'interno del film è anche inserito un piccolo servizio dedicato al giudice Antonino Saetta, con l'intervento del figlio avv. Roberto Saetta, che racconta la morte del padre e del fratello Stefano uccisi dalla mafia il 25 settembre del 1988.
Il film è stato scritto e diretto dal regista Francesco Millonzi, con la segretaria di produzione Leonarda Bilello. Fabrizio D'amico interpreta il giudice Livatino, il piccolo Carmelo Flavio Misuraca, interpreta il giudice da piccolo, Angelo Maria Sferrazza il killer che uccise il giudice Livatino. Il film è stato ambientato sui posti reali dove il giudice ha vissuto, come la casa paterna a Canicattì, le chiese dove si recava a pregare tutte le mattine, l'ufficio del tribunale dove lavorava ad Agrigento, la Stele costruita in sua memoria, nel luogo dove è stato ucciso lungo la vecchia Statale 640, la cappella gentilizia dove riposa il giudice Livatino a Canicattì.

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