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"Savana on the road", Chiara Castellani presenta il suo libro a Milazzo

Di Umberto Rondi

Milazzo (Messina) - Chiara Castellani, medico missionario in Africa da quasi trent’anni, nella Repubblica Democratica del Congo, sarà ospite a Milazzo, sabato 14 dicembre, alle ore 17 nella Sala conferenze dell’Eolian Milazzo hotel per presentare il suo ultimo libro testimonianza "Savana on the road’’ che è dedicato a suo padre: «Papà mi ha educato con fede all'ottimismo cristiano, il libro è una sorta di lettera indirizzata a Kikobo un giovane che è un malato di Aids. Una storia esemplare. Era un infermiere, lavorava a Kimbau nel programma lebbra e tubercolosi; oggi sta benissimo, fa una vita normale, ha avuto figli con sua moglie, senza che ci fosse stato contagio. Il momento più bello è stato quando  si è laureato e ha avuto un voto altissimo con una tesi di laurea proprio sull’Aids. Oggi mi porta in motocicletta nei villaggi aiutandomi a visitare e curare i malati».
 

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Alcuni progetti a cui sta lavorando, insieme ai suoi collaboratori, alla vostra diocesi, ai volontari, benefattori?

«Abbiamo iniziato a costruire un centro di salute materno-infantile a Buzala . Grazie a una cifra stanziata da una famiglia di medici di Trieste siamo stati in grado di portare avanti la costruzione delle fondamenta; più avanti, dovremo installare i pannelli solari che già possediamo, così come il materiale sanitario che però è assolutamente insufficiente. Da anni è già felicemente attiva, invece,  la nostra scuola:  ma dobbiamo finire di costruire materialmente le ultime tre aule».

Ci racconta qualche esperienze particolarmente positiva?

«Un’esperienza stupenda è quando il bambino nasce depresso, non piange, non respira e qualche volta è in arresto cardiaco: lo chiamano ‘’morte apparente’’ e noi riusciamo a rianimarlo: allora qualche volta il bambino piange, ed è come tornato alla vita. Sono storie davvero molto belle».

Lei è credente: hai mai sentito la presenza, l’intervento soprannaturale di Gesù in ospedale ?

«Tante volte che mi sono trovata con dei casi che mi sembravano disperati e li ho affidati a Lui, e la persona si è salvata. E’ mi è successo parecchie volte. in questo è bello tentare di essere, come diceva madre Teresa di Calcutta, ‘’una matita nelle mani di Dio’’. Qualcosa tu devi farlo, pero’. devi agire. Poi Lui, ci metterà sicuramente la Sua mano: mi ricordo un bambino che davamo per spacciato: lo abbiamo vegliato quasi tutta la notte, poi, a un certo punto, non ce l’ho fatta più, e mi sono addormentata lì:  mi sono risvegliata, un’ora dopo, e il bambino aveva cominciato  a respirare meglio e allora ho chiesto all’infermiera: ‘’ma tu cosa hai fatto?’’ E lei mi ha detto ‘’Io ho pregato»!

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