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Economia

Tipicità e qualità. Una bottega siciliana ha scoperto il modo migliore per abbinarle

Da Valverde ai ristoranti parigini, il boom delle eccellenze siciliane di Bedduviddi

Di Virginio Di Carlo

«Anche se dipingo una mela, c'è la Sicilia» sentenziò in un'intervista Renato Guttuso. E pare di cogliere nelle sue parole il succo primigenio dell'essere siciliano: una strana alchimia di nostalgia e fantasia, in grado di produrre follie e miracoli allo stesso tempo. Quella nostalgia che spinge un giovane contadino a ripiantare tra i noccioleti di Castiglione di Sicilia, l'antico vigneto visto crescere tra le zagare della collina di Valverde o come qualcuno ancora la ricorda, “Bedduviddi”. La stessa fantasia che ha convinto una famiglia di ristoratori, come quella cui appartiene Antonio Rosano, a creare un nuovo concetto di “bottega” siciliana che spopola sul web, senza prescindere da uno negozio fisico accogliente ed informale in cui possano ritrovarsi <>.

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Una “bottega” che oggi, a meno di due anni dalla sua apertura, riempie i propri scaffali con specialità proprie e con quelle di quarantadue marchi, rigorosamente made in Sicily, che espongono in “Bedduviddi” il meglio della pasticceria, della produzione vinicola, dell'artigianato e delle conserve confezionate nell'Isola .

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Una diversificazione che ha portato l'azienda a trasformarsi in vero e proprio “bazar” delle eccellenze siciliane, dalla pasta di grano duro aromatizzata al finocchietto, alle birre artigianali. «A regalarci particolari soddisfazioni – porta ad esempio Rosano – è da alcuni mesi una linea di grappe morbide che non hanno nulla da invidiare alle più rinomate acqueviti venete e friulane».

 

 

L'imprenditore catanese si sofferma sulla necessità di una «sinergia tra marchi isolani» e sull'importanza di una piattaforma di offerta online come lasiciliastore.it che metta in luce l'affidabilità dei produttori e dei distributori, specie se operanti al di fuori dei confini regionali. «E' quello che facciamo all'interno della nostra rete di corner shop distribuiti su tutto il Centro-Nord Italia – sottolinea - e anche all'estero, come nel caso di una ragazza siciliana che è divenuta partner di “Bedduviddi” facendo assaggiare i nostri panettoni “coccolati” al pistacchio ai suoi clienti di Montmartre, a Parigi». Poi aggiunge: «Oggi le nuove vetrine della “bottega”siciliano devono essere la Rete e i social network, capaci di rivolgersi all'enorme bacino di siciliani sparsi nel mondo e con la nostalgia di casa. La stessa “Bedduviddi”, forse, senza i social neanche esisterebbe. Ma alla base deve sempre restare l'alta qualità e una reale preparazione a mano del prodotto. Non basta una bella confezione con le zagare e i carretti. La vera eccellenza “100% siciliana” ha bisogno di ben altro».

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