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La replica di Banca Base: «Istituto affidabile, in arrivo investitori»

I vertici dell'istituto di credito catanese replicano all'articolo che riportava di presunte sofferenze nei conti della banca

La replica di Banca Base: «Istituto affidabile, in arrivo investitori»

Una delle sedi di Banca Base a Catania

CATANIA - Ieri abbiamo pubblicato un articolo che riportava del rischio della liquidazione coatta amministrativa per (procedura simile al fallimento che viene adottata per liquidare una banca in dissesto) per l'istituto di credito catanese Banca Base. E abbiamo parlato della possibilità che la Banca Base diventasse per Catania una nuova Banca Etruria. Le informazioni contenute nell'articolo hanno creato apprensione e preoccupazione in azionisti e risparmiatori e sono state contestate dai vertici della banca catanese che hanno inviato una nota a firma del presidente dott. Pietro Bottino. Di seguito la replica all'articolo pubblicato su la La Sicilia di lunedì 12 febbraio.

Riceviamo e pubblichiamo: 

«Nella qualità di presidente di Banca Base, e in relazione all’articolo pubblicato sulla Sicilia di ieri, rappresento che il pezzo a firma di Vittorio Romano presenta delle informazioni oggettivamente destituite di fondamento e atte, per la gravità intrinseca dei contenuti, a produrre un effetto destabilizzante per l’attività istituzionale di Banca Base, in considerazione dell’idoneità a minare il rapporto di fiducia con la clientela e l’azionariato e a turbare il mercato. Innanzitutto non corrisponde al vero che l’istituto di credito, definito “di Pietro Bottino”, appartenga a me medesimo, in quanto la quota di capitale da me detenuta è inferiore al 5%; e corre l’obbligo di tale precisazione non tanto per ragioni riferite alla mia persona quanto, piuttosto, perché l’azionariato della banca è diffuso in testa a circa 600 azionisti che hanno creduto e credono nell’attività dell’istituto di credito catanese. Di poi risulta difforme dal vero la notizia delle repentine dimissioni dell’organismo di controllo, stante che il Collegio Sindacale è tuttora in carica per esercitare regolarmente l’attività di vigilanza prevista dalla legge.


Grave è invece l’informazione principale che costituisce il titolo dell’articolo, con richiamo nei medesimi termini anche in prima pagina, che presagisce il rischio di liquidazione coatta (bail in), accostando Banca Base alle note vicende di banca Etruria. Si rappresenta a tal proposito la gratuità di tale affermazione, dato che Banca Base non ha mai posto in essere operazioni della natura di quelle contestate a banca Etruria, o altre equivalenti e pertanto il riferimento del giornalista non ha che l’effetto di proiettare una luce sinistra e gravemente pregiudizievole per Banca Base e il suo azionariato. Al contrario l’azione del consiglio di amministrazione da me presieduto, in carica sin dal 2013, è sempre stata tesa a condurre l’istituto di credito verso una condizione di stabilità gestionale a mezzo del procacciamento della necessaria dotazione finanziaria.

A tal proposito sono avvenuti, sotto l’attuale gestione, due distinti aumenti di capitale a dimostrazione della affidabilità dell’istituto, mentre è in dirittura di arrivo una nuova operazione di ripatrimonializzazione mediante l’intervento di investitori internazionali.

In questa delicata fase non è chi non veda come l’articolo giornalistico sia idoneo a procurare un grave pregiudizio per la banca per l’ingiustificato allarme che reca al pubblico e agli investitori privati ed istituzionali, giungendo a ipotizzare l’esito negativo dell’attività ispettiva di Banca d’Italia tutt’ora in corso, e mettendo in tal modo a rischio l’intervento degli investitori istituzionali.

Dispiace pertanto rilevare, mentre da parte dei correntisti già si registrano allarmate disposizioni di smobilizzo in relazione alle notizie incautamente pubblicate, che sarebbe stato doveroso da parte del giornalista, e prima della pubblicazione dell’articolo, il riscontro delle fonti attraverso il necessario confronto con gli organi di governance della banca».

Dott. Pietro Bottino, presidente Banca Base

LA RISPOSTA

Nell’articolo si è riportato fedelmente quanto sostenuto dalla Società di revisione Bdo (e il documento è pubblico), che anche nell’ultimo documento allegato all’ultimo bilancio depositato nel 2017 ha riferito (letteralmente) “dell’esistenza di significative incertezze che possono far sorgere dubbi significativi sulla capacità della banca di operare in continuità aziendale”. Anche lo stesso collegio sindacale nella relazione al bilancio depositata nel 2017 ha riferito (letteralmente) che “la Banca è stata sottoposta a verifica ispettiva ordinaria da Banca d’Italia nel periodo dal 22 dicembre 2015 al 16 marzo 2016, che si è conclusa con un giudizio sfavorevole” (è giusto ribadire come ce ne sia un’altra in corso, di cui si attende l’esito). Come riferito dallo stesso organo non vi sono stati aumenti di capitale ma ripianamenti per perdite e, come conferma lo stesso dott. Bottino, si è in attesa di una nuova operazione di ripatrimonializzazione da parte di investitori esteri a causa dei bilanci chiusi in perdita sino all’ultimo depositato che, se non fosse concretizzata, porterebbe ai risultati che si sono evidenziati solo come possibili nell’articolo. Ci si è limitati a delineare lo stato dei fatti in attesa di auspicabili soluzioni positive. Il compito di un giornalista è quello di raccogliere notizie utilizzando fonti certe, autorevoli, e di verificarne l’attendibilità cercando riscontro in carte e documenti forniti, su precisa richiesta, dalle fonti stesse. Un lavoro che, nel caso dell’articolo su Banca Base, chi scrive ha puntigliosamente svolto. Dispiace che certe informazioni abbiano potuto “minare il rapporto di fiducia con la clientela e l’azionariato”. Prendiamo atto del costante impegno e dell’azione del dott. Bottino e del Cda, tesi ad assicurare stabilità alla Banca, peraltro nell’articolo mai messi in discussione. L’augurio è dunque che Banca Base possa risollevarsi al più presto, anche in virtù delle azioni che questo Cda intende intraprendere, oltre a quelle già adottate.

Vi. Ro.

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