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«In vendita il marchio Targa Florio», ma l'Aci smentisce

In una nota l'Automobile Club nega trattative per la cessione e ammette solo l'incarico per la valutazione economica

«In vendita il marchio Targa Florio», ma l'Aci smentisce

PALERMO - «La Targa Florio è in vendita». A rivelarlo è stato il mensile Sicilia Motori, ma dall'Aci è arrivata una netta smentita. Secondo lo scoop pubblicato dal mensile l’Aci sta selezionando un advisor incaricato di stabilire il valore del marchio della corsa più antica del mondo, oggi di proprietà dell’Automobile Club di Palermo che dal '63 organizza la competizione ideata da Vincenzo Florio nel 1906.


Il mensile, nell’editoriale del suo direttore, Dario Pennica, si chiede se sia opportuno alienare un patrimonio culturale della Sicilia, o se non sia eticamente più corretto che questo bene, se proprio dev'essere ceduto, venga acquistato dalla Regione che a sua volta potrebbe affittarlo per lungo tempo allo stesso Aci Italia. In tale maniera nel tempo l’investimento della pubblica amministrazione verrebbe ripagato, e anzi diverrebbe fonte di reddito. La Targa Florio fu inserita dalla Regione, due legislature fa, fra i beni immateriali della Sicilia. 

Ma, come detto, l'Aci Palermo ha negato che si sia una presunta trattativa per la cessione del marchio. «Non c'è nessuna delibera di cessione del marchio, ne tantomeno ci sono trattative in tal senso - afferma in una nota Angelo Pizzuto, presidente dell’Automobile Club Palermo -. A volte la voglia di fare scoop senza neanche informarsi con i diretti interessati provoca figuracce clamorose. Abbiamo concordato con il presidente di Aci Italia, Angelo Sticchi Damiani, di dare incarico a un advisor per fare una completa valutazione economica del marchio Targa Florio e degli annessi e connessi, brand che rappresenta per l’Automobile Club Palermo un asset inestimabile la cui valutazione però, al netto di contenziosi ed altre obbligazioni, non è mai stata chiara». 

«Stabilire il valore di un marchio, specialmente di uno importante come il nostro, prevede una procedura molto lunga e costosa, ed è per questo - aggiunge - che ci siamo rivolti ad Aci Italia, la nostra casa madre con cui collaboriamo già da anni per l’organizzazione della Targa Florio, per espletare questa procedura di valutazione del brand che sarà poi stimato ed economicamente apprezzato». 

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