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Economia

Bocciati 8 nuovi progetti petroliferi in Sicilia, esulta Legambiente

Di Redazione

PALERMO - «È una vittoria della ragionevolezza di chi ha a cuore l’ambiente, la salute dei cittadini e il futuro dell’economia della costa siciliana, fondato sul patrimonio culturale e sul turismo, contro l'arroganza insopportabile di Edison ed Eni».

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Lo dicono Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente, e Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia, commentando la notizia della bocciatura, da parte del ministero dell’Ambiente, del progetto di 8 nuovi pozzi petroliferi di fronte alla costa della provincia di Ragusa, presentato dalle due compagnie petrolifere che auspicavano un parere positivo anche senza la presentazione dei monitoraggi richiesti dal Ministero dell’Ambiente, e nonostante l’evidente situazione di rischio sismico rappresentato dalla faglia di Scicli. Il progetto - dice Legambiente - presentato da Edison ed Eni non ha avuto il via libera per motivi sismici e di impatto ambientale, danni alla componente faunistica marina e ai cetacei e per la vicinanza al sito SIC Fondali Foce del fiume Irminio.

«Proprio la Sicilia, dove in questi giorni sosta il Treno Verde - conclude Legambiente - per la prima tappa della campagna, è una delle principali regioni sotto attacco delle compagnie petrolifere: essa infatti contribuisce con il 18% della produzione di olio greggio (rispettivamente 506mila tonnellate sulla terra ferma e 229 mila tonnellate in mare), a fronte di 4,1 milioni di tonnellate nazionali, e con il 3,6% della produzione di gas».

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