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Vendemmia in Sicilia, produzione in calo ma cresce la qualità

Il clima capriccioso ha favorito l’attacco della peronospera soprattutto nelle province occidentali. I primi raccolti della Doc fanno però sperare in prezzi più alti alla bottiglia per remunerare i coltivatori

Vendemmia in Sicilia, produzione in calo ma cresce la qualità

Palermo. Questo dell’uva matura è sempre un periodo florido per l’occupazione nelle campagne. Studenti e anziani attendono con ansia la chiamata per piegarsi sotto il sole lungo i filari (o anche di notte, dove va di moda da qualche anno) e raggranellare qualcosa da mettere da parte per l’inverno. Intere famiglie si mobilitano, nei paesini come negli accampamenti di immigrati. E così anche quest’anno, puntuale, in questi giorni si è messa in moto la macchina della vendemmia. E dove l’uva si pigia “più di qualità”, cioè nelle cantine che aderiscono al disciplinare delle Doc, si cominciano a fare le stime. Raccolte dal consorzio di tutela vini Doc Sicilia. «

La maturazione delle uve procede in modo ottimale riferisce Maurizio Lunetta, direttore del consorzio - , ma le condizioni atmosferiche di giugno e luglio porteranno sicuramente ad una riduzione del quantitativo di uva raccolta che ci porrà ben al di sotto della media degli ultimi anni».

«L’andamento climatico degli ultimi mesi lascia presagire un'ottima qualità delle uve - sottolinea Lunetta - . Il Pinot grigio appena raccolto ha avviato una vendemmia che però fa prevedere quantitativi al di sotto della media degli ultimi anni, anche se probabilmente superiore alla vendemmia del 2017. Se analizziamo la campagna di raccolta nel suo complesso - continua Lunetta - ci aspettiamo una riduzione dei quantitativi soprattutto a causa delle piogge estive che hanno interessato una vasta area viticola del Trapanese».

Se nella Valle del Belice il raccolto potrebbe essere inferiore del 30% alla media, i produttori sperano di remunerare i viticoltori grazie ad un prezzo più alto delle bottiglie, che dovrebbe essere spuntato sui mercati grazie ad una qualità superiore a quella della scorsa annata. I vigneti a Grillo, Cataratto e Grecanico hanno resistito meglio ai capricci climatici e agli attacchi di peronospera, mentre quelli impiantati a Nero d’Avola mostrano perdite e diradamenti fino al 40%.

Il clima a Siracusa e Ragusa è stato invece più clemente e in queste province si stima una vendemmia più abbondante addirittura del 5% rispetto alla precedente. Lo stesso dicasi per le aree interne e nel Nisseno.

Le prospettive di vendita all’estero dovrebbero essere ancora più favorevoli di un 2017-2018 che ha dato ottimi risultati. Come riferiscono Sace e Simest, gruppo Cassa depositi e prestiti, il 2017 è stato un anno molto positivo per il mercato mondiale del vino, che ha visto crescere gli scambi del 7,6% rispetto all’anno precedente, per un totale di oltre 31 mld di euro. I Paesi avanzati si confermano tra i maggiori consumatori di vino, in particolare Stati Uniti e Germania, che da soli importano circa un quarto della produzione mondiale in valore, ma si affacciano sul mercato anche nuove geografie come Cina, Giappone, Vietnam e Argentina che per un Paese esportatore come l’Italia possono rappresentare delle interessanti opportunità.

Le imprese italiane, da sempre ben posizionate nella produzione e commercializzazione di vino, lo scorso anno hanno venduto all’estero 6,2 miliardi di euro di prodotti (+6,4% rispetto al 2016), il 49% al di fuori dell’Unione europea. I prossimi anni - è la stima - si confermeranno molto positivi per l’export italiano del settore e per l’intero comparto degli alimentari e bevande che, secondo le previsioni del nuovo “Rapporto Export” di Sace e Simest, crescerà a un tasso del 7,2% nel 2018 e del 5,6% in media all’anno nel periodo 2019-2021.

In tal senso, le due società che si occupano di finanziare e assicurare l’export delle imprese italiane, e che nel 2017 hanno mobilitato circa 100 milioni di euro a favore di oltre 460 aziende siciliane, hanno appena concluso un’operazione di finanziamento, per complessivi 1,1 mln di euro, erogati da Bnl e da Mediocredito Centrale-Banca del Mezzogiorno, per sostenere l’espansione all’estero della casa vinicola Conte Tasca d’Almerita, con il particolare obiettivo di rafforzare la presenza in Usa e Germania».

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