13 gennaio 2026 - Aggiornato alle 12 gennaio 2026 23:41
×

Prezzi, la pazza filiera del pesce: dalla barca al bancone anche +500%

Viaggio nella marineria di Portopalo. Quantità record di prodotto, prezzi stracciati all’origine e gonfiati per i consumatori

Massimo Leotta

13 Luglio 2023, 09:13

banco del pesce

A Portopalo non sei solo un pescatore. Perché sei un figlio di pescatore e facilmente anche un nipote di pescatore. Per questo il mito vive ancora. Il mito di Michele e Sebastiano, il mito della Sempre Audace. Il mito di quelli nelle cui vene, si racconta in paese, scorreva acqua di mare. Quando in mare si andava guardando le stelle, altro che gps. E allora anche i pescatori più anziani, quelli con la pelle cotta dal sole, ammettono di avvertire i brividi quando parlano dei pionieri. Perché di padre in figlio quella di Portopalo è diventata la seconda marineria siciliana. Anche se adesso il porto più a sud di Tunisi è sempre meno affollato.

Negli ultimi dieci anni ha perso il 50 per cento di imbarcazioni e addetti. «Perché questo è un mestiere che puoi fare solo se lo ami», spiega Riccardo Marina, 69 anni, quasi tutti passati a bordo. Perché consente i vivere, certo, ma non fa diventare ricchi. E in questo periodo ancora di più. Quando ritirano le reti dello strascico nei pescatori c'è un misto di soddisfazione e frustrazione. Soddisfazione perché hanno fatto la scelta giusta, perché quel mare lo conoscono, perché sanno qual è la zona delle triglie o quella delle seppie. E la raccolta li ha premiati. Frustrazione perché il frutto del loro lavoro dal punto di vista economico neanche lontanamente si avvicina ai prezzi dei banchi di pescherie e supermercati.

Da una cassetta di gambero bianco (cinque chili circa) si ricavano 20 euro. Stessa sorte per il merluzzo. Ma il dato più impressionante è quello del tonno. Alla Sicilia sono state assegnate 118 tonnellate per la pesca accidentale. Accidentalmente i pescherecci della piccola pesca hanno catturato 98 tonnellate di tonno nelle prime 36 ore. Risultato? È stato venduto a 1,80 euro al chilo. Riuscite a immaginarlo mentre scandagliate i prezzi dei banchi?

La marcia del gambero

«Il problema è anche determinato dalla pesca massiva di alcune specie», spiega Lorenzo Taccone, presidente del Cagepa (il consorzio gestione pesca di Portopalo e Siracusa). Che fa proprio l'esempio del gambero che in questi mesi riempie le reti dei pescherecci. Ok, si pesca tanto e il prezzo scende (banalissima legge di mercato), ma tutto questo non si riflette sul consumatore finale. La filiera dunque, in qualche passaggio (e non sono tanti quanto si possa ipotizzare) sbanda. Se si pensa, ad esempio, che alcune settimane addietro in presenza di abbondanza di seppie nel Mediterraneo la vendita al chilo, per il prodotto appena sbarcato, era di 8-10 euro al chilo. E, senza offesa per nessuno, si tratta di pescato di eccellente qualità. La zona Fao 37.2.2, quella del mar Ionio è la più apprezzata e ricercata.

Il mercato ittico

La situazione potrebbe essere semplificata (anche se questa ipotesi non raccoglie il consenso di tutti) se tornasse in attività il mercato ittico di Portopalo. I più maturi ricordano ancora lo spettacolo dell'asta, ma al di là del folclore il mercato potrebbe richiamare venditori anche da altre provincie e colmare così l'eventuale saturazione da eccesso di prodotto. Il mercato è chiuso da un anno e al nostro Sergio Taccone la sindaca Rachele Rocca, da qualche mese primo cittadino, ha detto che conta di riaprirlo entro la fine dell’estate. Perché c’è molto da fare. «Il mercato ittico lo abbiamo trovato in condizioni disastrose, – ha detto Rocca – mancante quasi di tutto. Non abbiamo trovato le bilance né il gruppo elettrogeno, la macchina del ghiaccio è sparita così come le finestre e le serrature delle porte. Quasi tutte le attrezzature sono state rubate. Poco dopo il nostro insediamento abbiamo fatto un sopralluogo e attendiamo la relativa relazione da parte dei funzionari comunali. Per la messa in sicurezza del tetto e la pavimentazione abbiamo individuato le somme necessarie, inoltre dovremo garantire i fondi a copertura del servizio cogente del medico veterinario. Speriamo entro l’estate di riaprire. Abbiamo ereditato una situazione, anche relativa al mercato ittico, letteralmente disastrosa».

Abbattimento a bordo

Ma la situazione potrebbe essere resa più vantaggiosa da diverse scelte di pescatori e armatori. L'abbattimento a bordo del prodotto garantisce una migliore conservazione, non impone la vendita immediata e garantisce un prodotto che può essere anche consumato crudo. E soprattutto con una vendita più redditizia. In pochi però hanno fatto questa scelta (che ha pagato moltissimo), mentre c'è chi sostiene che dovrebbe essere rivista la legislazione italiana ed europea che non garantisce i lavoratori, talvolta fornisce contributi anche eccessivi e non pone la vera questione che è la tutela del mare e dei lavoratori.

Ma questo a Portopalo il momento è decisivo. Perché già in una famiglia su due il "di padre in figlio" ha lasciato spazio alla rottamazione dei pescherecci con le nuove generazioni che non vogliono saperne di sveglie alle tre del mattino e battute di "piccola" pesca qualche miglio a largo dalla costa, affidando il proprio stile di vita alla generosità del mare.