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Blutec, tutto torna in alto mare e i sindacati promettono battaglia

La Fiom sullo stabilimento di Termini Imerese: «Non rispettati gli accordi con il Mise del dicembre scorso. Trecento lavoratori dell'indotto a rischio e 62 sono rimasti senza ammortizzatori sociali»

Blutec, tutto torna in alto mare e i sindacati promettono battaglia

Sale la tensione tra gli operai Blutec di Termini Imerese a causa dello stallo aziendale e dei ritardi nel pagamento degli stipendi. In campo anche il sindaco Francesco Giunta che ha chiesto l’intervento del presidente della Regione Nello Musumeci: «Il Mise – ha detto Giunta - non deve considerare chiusa la “vertenza Termini Imerese”. Sarebbe l'ennesimo errore, questa volta irreparabile. È trascorso troppo tempo dalla visita del ministro Di Maio, che ha promesso impegno e determinazione nella risoluzione della, oramai drammatica, vicenda che vede coinvolte centinaia di famiglie. Unica soluzione concreta, il coinvolgimento di Fca, a sostegno di una seria industrializzazione. Oggi stesso, ho avuto modo di contattare, seppur telefonicamente, il presidente della Regione, al quale ho chiesto un incontro, che si terrà nei prossimi giorni».

Ieri c’è stata un’assemblea davanti ai cancelli dello stabilimento, convocata da Fim, Fiom e Uilm , per stabilire le iniziative di lotta da intraprendere anche a sostegno dei 300 lavoratori dell’indotto, di cui 62 rimasti senza ammortizzatori sociali. La Blutec di Termini Imerese, accusa la Fiom, non sta rispettando gli impegni assunti al Mise a metà dicembre su Metàsalute, la copertura di Cometa, la corresponsione del welfare aziendale e il pagamento degli stipendi entro il 15 gennaio ai 130 lavoratori rientrati in fabbrica. I sindacati temono che tutto ciò possa creare problemi anche per il rinnovo, in tempi rapidi, della cassa integrazione per il 2019 (si aspetta il decreto, l’accordo c'è già) per gli altri 694 metalmeccanici. E chiedono un incontro urgente al ministro Di Maio, anche per capire se l’azienda ha versato la prima rata di 4,5 milioni di euro a Invitalia (21 mln il totale da restituire).

«Quando è venuto a Termini Imerese il ministro Di Maio dice il segretario della Fiom siciliana, Roberto Mastrosimone - ha assicurato il massimo impegno del governo, sostenendo di essere pronto a riaprire il dossier, convocando anche Fca, nel caso in cui Blutec non rispettasse gli impegni presi. Purtroppo Blutec continua ad accumulare ritardi, la ripresa produttiva appare un miraggio. Il ministro Di Maio ne prenda atto».

«Il rischio – hanno detto Michele De Palma, segretario nazionale della Fiom-Cgil e Roberto Mastrosimone, segretario generale Fiom Sicilia - è che salti tutto il percorso di reindustrializzazione e di rioccupazione che riguarda complessivamente 1000 lavoratori. Riteniamo che questa situazione di incertezza possa creare problemi anche per il rinnovo della cassa integrazione per il 2019, su cui c'è già un accordo ma siamo in attesa del decreto. Oltretutto, per i 62 lavoratori della Ssa e della Manital, a cui è scaduta la Naspi il 31 dicembre 2018, nonostante l’impegno annunciato dal ministro Di Maio, non si è proceduto al rinnovo - concludono - Chiediamo un incontro urgente al presidente della Regione Nello Musumeci, e nello stesso tempo incontreremo il prefetto per sollecitare la convocazione di un tavolo ministeriale con il ministro Di Maio. Se la situazione non dovesse sbloccarsi, organizzeremo iniziative di protesta sotto la sede della Regione».

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