13 gennaio 2026 - Aggiornato alle 08:17
×

Più tasse per chi ha ristrutturato casa con i bonus edilizi: come (e per chi) potrebbero aumentare le rendite catastali

Quasi 500.000 immobili pronti a finire sotto la lente del Mef nel quadro della revisione degli estimi catastali annunciata ieri dal ministro Giorgetti

Redazione La Sicilia

09 Ottobre 2024, 09:20

Superbonus nel settore edilizio (generica)

Ponteggi su palazzi per la ristrutturazione delle facciate a Genova in una foto d'archivio del 2 febbraio 2023 ANSA/LUCA ZENNARO (ponteggio, lavoro, ristrutturazioni, edilizia, costruzioni, case, casa, immobiliare, immobili, restauro, generiche, simbolica, appartamento, appartamenti, casa, case)

Rivedere le rendite catastali per chi ha riqualificato la propria casa con l’aiuto dei bonus edilizi. C'è anche questa tra le riforme che l’Italia ha inserito nel Piano strutturale di bilancio che presenterà all’Europa. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti la cita, un po' a sorpresa - visto che il catasto è da sempre un tabù per il centrodestra - illustrando il Psb in Parlamento. Occasione per ribadire la linea del realismo e della prudenza sui conti pubblici, ma anche per confermare il quadro già paventato dalla Banca d’Italia e dall’Upb: dopo la revisione dell’Istat, difficilmente il Pil chiuderà quest’anno a +1%. Ma non si interverrà tanto con nuove tasse quanto con «tagli significativi». Ma non alla sanità.

Giorgetti cita le rendite catastali en passant nel lungo elenco di riforme che l’Italia propone all’Europa per ottenere l'allungamento da 4 a sette anni del periodo di aggiustamento. Nel capitolo fiscale, spunta «l'aggiornamento degli archivi catastali», sulle case fantasma e «con valori catastali rivisti» per immobili riqualificati con l’aiuto dei fondi pubblici. Rispondendo poi all’allarme sollevato da Antonio Misiani che parla di notizia «dirompente», però puntualizza: «Non si tratta di fare l’aggiornamento a valori di mercato che la Commissione ci ha chiesto, si tratta soprattutto di precisare una norma della scorsa legge di bilancio che chi fa ristrutturazioni edilizie è tenuto ad aggiornare i dati catastali. Andremo a verificare che l’abbia fatto».

Ville e villette

Nel mirino ci sarebbero ville e villette di famiglie tutt'altro che indigenti che sarebbero state migliorate con il restyling strutturale del superbonus. Immobili che adesso finirebbero sotto la lente del Mef nel quadro della revisione degli estimi catastali in linea con il salto di qualità dell’immobile annunciato ieri dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti nel corso dell’audizione sul Piano strutturale di Bilancio in Parlamento.

La gran parte della misura infatti - lungi dall’efficientare i vetusti condomini italiani come negli obiettivi originari - è stata fruita per lo più dalle unità monofamiliari, anche per la facilità di accesso per questa categoria di immobili.

Secondo un recente report dell’Ufficio studi della Cgia, il superbonus con un onere di circa 123 miliardi per le casse dell’Erario dal suo avvento nel luglio 2020 al 31 agosto scorso ha interessato meno di 500mila immobili (precisamente 496.315), pari al 4% del totale dei 12,2 milioni di edifici residenziali italiani.

A livello regionale è il Veneto ad aver registrato - in proporzione rispetto agli edifici totali - il ricorso più numeroso al bonus edilizio al 110% con 59.652 asseverazioni depositate ed un’incidenza sul totale degli edifici residenziali del 5,6%. Seguono l'Emilia Romagna e Trentino Alto Adige con un’incidenza del 5,4%; la Lombardia e la Toscana un’incidenza del 5,2%, tra quelle in cima alla lista. Per contro, a "snobbare" l’incentivo sarebbero le regioni del Mezzogiorno: Molise e Puglia, ad esempio, hanno interessato solo il 2,9% degli edifici residenziali, la Calabria il 2,6% e la Sicilia solo il 2,2%.

Sempre a livello nazionale, l’onere medio per edificio residenziale a carico dello Stato è stato di 247.819 euro. Il picco massimo lo scorgiamo in Valle d’Aosta con 401.040 euro per immobile: seguono la Basilicata con 299.963 euro, la Liguria con 298.314 euro, la Lombardia con 296.107 euro e la Campania con 294.679 euro. Chiudono la graduatoria il Veneto con un costo medio per intervento di 194.913 euro per edificio, la Sardegna con 187.440 e, infine, la Toscana con 182.919 euro.