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Economia

Aeroporti, l'esperto Vito Riggio boccia il terminal di Fontanarossa a Centuripe: ecco perchè

Di Tony Zermo

CATANIA - Bisogna capire una cosa. Su una pista di cinque chilometri in territorio di Centuripe, o zone attigue, magari collegata a Fontanarossa per accogliere i megaerei del futuro da mille posti, si può discutere perché in teoria potrebbe essere utile, a patto che ci sia un treno veloce per arrivare a Catania. Se invece si vuole realizzare un grande aeroporto del tutto nuovo e autonomo è sbagliato. E spiego perché. Primo, lo scalo di Fontanarossa è programmato per accogliere venti milioni di passeggeri nell’arco della concessione quarantennale data dall’Enac, e attualmente siamo a dieci milioni. A venti milioni ci arriveremo tra vent’anni e Fontanarossa sarà all’altezza. Secondo. Sarebbe pronto uno stanziamento di 200 milioni per la seconda pista di Fontanarossa. La pratica di finanziamento da portare al prossimo Cipe è ormai definita dopo tante chiacchiere. «Se così sarà, non è inutile l’ipotesi di un altro aeroporto al centro della Sicilia?», dice Vito Riggio, ex presidente dell’Enac e attuale consulente del presidente della Regione. Terzo. Si parla di un investimento di privati di un miliardo e mezzo. Ma è una somma così grossa da suscitare qualche dubbio.

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Vito Riggio dice: «Ho sempre detto che prima di avventurarsi bisogna capire se c’è veramente bisogno di una pista intercontinentale, perché Palermo ce l’ha, ma non la usa proprio. E poi ci vogliono i piazzali, l’aerostazione con la torre di controllo, insomma i costi sono elevati, soprattutto la gestione, oltre alla costruzione. Bisogna anche capire chi ci va in un aeroporto al centro della Sicilia. Gli hub mediorientali raccolgono l’Asia e la portano in Europa, ma non alla periferia dell’Europa, bensì a Roma o Malpensa, da dove poi torneranno a casa loro. Non ho personalmente nulla contro l’ipotesi di uno scalo intercontinentale in Sicilia, ma ci vuole almeno una indagine di mercato perché altrimenti si farebbe una cosa avventata. Prima di metterci i soldi occorre valutare tante cose, perché poi questo sarebbe un aeroporto privato non essendo previsto dal piano nazionale dei trasporti. Quindi bisognerebbe capire se ne vale la pena, o se è un’altra fantasia: perché non puoi forzare la gente a venire in Sicilia. Molti che arrivano a Roma, o Milano, o Venezia poi in parte scendono in Sicilia, ma non puoi prevedere che tutti arrivino in Sicilia e poi si diramino altrove. Ma perché la Sicilia dovrebbe essere un hub centrale, dove è scritto? Oggi la Cina va direttamente a Malpensa e un po’ a Roma perché c’è il Papa, ma il grosso dei voli va a Francoforte e a Berlino dove stanno facendo , sia pure in ritardo, un altro grande aeroporto. Il vero centro del Mediterraneo ormai è Berlino, bisogna convincerci di questa sciagurata situazione perché la Sicilia non è più il centro del Mediterraneo, siamo all’epoca in cui gli spostamenti avvengono per grandi masse in movimento. A me sembra così, però sono aperto a discutere un progetto, soprattutto se qualcuno mi presenta un piano industriale. Si dirà che chi investe può farlo perché spende soldi suoi. Non è così, perché si farebbe concorrenza a un aeroporto statale. In sostanza, prima vediamo le carte e poi parliamo».

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