Siccità, agricoltori siciliani preoccupati per i mancati interventi della Regione: «Così l'estate 2025 sarà peggiore di quella dell'anno scorso»
Il presidente di Confagricoltura Sicilia Rosario Marchese Ragona: «Ad oggi provvedimenti concreti per la categoria non ne abbiamo ancora visti»
«La nostra preoccupazione è che l'estate del 2025 sarà peggiore di quella del 2024 perché nei bacini è arrivata ben poca acqua. Ci auguriamo che l’inverno non sia ancora finito e che possa piovere per recuperare il recuperabile». Lo afferma il presidente di Confagricoltura Sicilia Rosario Marchese Ragona all’emittente FuturaProduction.
«I danni - osserva Marchese Ragona durante la trasmissione "Dialogando con Francesco Bianco" - l’agricoltura li conta praticamente ogni giorno. Anche nei "seminativi" di questa annata 2024-2025 ci sono tantissime persone che si sono ritrovate a seminare con semi che costano circa 0,70 euro al chilo perché la prima semina, non piovendo, non è andata a buon fine».
«Abbiamo poi visto il grano venduto a 29 centesimi. C'è un problema strutturale della nostra agricoltura - rileva Marcherse Ragona - che bisogna affrontare seriamente con chi di competenza, ma non è solamente il problema che non piove a gennaio. Mancano gli invasi perché se dovesse piovere per una settimana di fila, probabilmente molti invasi e molte dighe non collaudate invaserebbero quell'acqua e poi, per ragioni di emergenza, dovrebbe essere buttata in mare perché non la possono "incamerare"».
Il Presidente di Confagricoltura Sicilia ricorda poi che in occasione dello scorso G7 di Siracusa nel settembre scorso «mettemmo sul piatto le criticità che c'erano e che purtroppo ancora ci sono. In quei giorni del G7 venne dichiarata la siccità in Sicilia ma ad oggi provvedimenti concreti per i nostri agricoltori non ne abbiamo ancora visti. Sono passati oltre cinque mesi da quel G7 ma non abbiamo visto riprendere i lavori nelle dighe».
«Il governo regionale - conclude Marchese Ragona - dovrebbe ben gestire i consorzi di bonifica. L’agricoltore non può continuare a pagare delle bollette per un beneficio irriguo che non ha mai ricevuto. Ci auguriamo che la sensibilità dei nostri legislatori, amministratori, dei nostri rappresentanti sul territorio regionali e nazionali possano mettere in atto quel patto tra gentiluomini per la nostra Sicilia, per le nostre categorie produttive».