English Version Translated by Ai
26 marzo 2026 - Aggiornato alle 07:24
×

Fondi europei e la corsa contro il tempo: per Termini spunta l'ipotesi dell'industria militare

Fitto a Palermo. «Spesa fondi in Ue ferma al 6,5%, l’Esecutivo propone ai 27 Stati di rimodulare le risorse a rischio su nuove priorità». La Sicilia sceglierebbe casa, acqua, aree interne, energia, idrogeno, difesa “light” e cybersecurity

21 Marzo 2025, 12:59

termini ime

Seguici su

Fondi europei, si riparte da zero. A breve la Regione siciliana concorderà con la Commissione europea e il governo nazionale una totale rimodulazione dei tanti fondi europei non ancora impegnati e oggi a rischio di restituzione. Lo schema fin qui discusso dal governatore Renato Schifani con gli assessori e i dirigenti generali competenti e condiviso da Roma e Bruxelles prevederebbe, secondo fonti bene informate, di prelevare cifre non molto significative da ciascuna delle 74 voci della programmazione 2021-2027 per destinare 100 milioni al social housing, e somme, non ancora quantificate, aggiuntive alle misure finora programmate per l’emergenza idrica, il dissesto idrogeologico, l’energia, più il recupero di almeno tre dei progetti presentati da privati per produrre idrogeno, e, come novità, spese per la difesa. Difesa intesa come scudo dalle moderne tecnologie informatiche di aggressione e non come acquisto di carri armati e munizioni. Il dettaglio al momento prevederebbe la produzione a Termini Imerese di autoveicoli militari (settore nel quale l’Italia è seconda dopo la Germania), il completamento della rete di connettività a banda ultralarga, lo sviluppo di sistemi di telecomunicazioni sicure tramite reti di satelliti ricorrendo a società presenti nell’Isola, lo sviluppo di sistemi di cybersicurezza, tecnologie basate sull’Intelligenza artificiale.

Quale rimodulazione

Questa rimodulazione non sarà un caso isolato e sarà presieduta da un cappello generale. Infatti, la Commissione Ue, presieduta da Ursula von der Leyen, si riunirà mercoledì prossimo nella sua collegialità con i direttori generali delle Dg competenti e i rappresentanti dei 27 Stati membri perchè, considerato che la spesa media dei fondi europei 2021-2027 in tutta Europa è di appena il 6,5%, si vuole modernizzare l’impostazione della Coesione in vista del nuovo ciclo 2028-2035 , e nel frattempo, si proporrà di rimodulare tutte le risorse inserite nei vari programmi in corso che rischiano, per ritardi vari, di non essere spese in tempo o di essere destinate a progetti non più attuali in un mondo che è radicalmente cambiato.

La proposta della commissione

La proposta della Commissione, prevederà, quindi, di dirottare queste risorse su nuove priorità da gestire nella forma del governo multilivello fra Ue, ministeri, regioni ed enti locali, in cambio di flessibilità, cioè di termini più lunghi entro cui realizzare gli interventi. In più, la proposta suggerirà di fare convergere anche le risorse non ancora impegnate dei “Pnrr” nazionali sui nuovi contenitori della Coesione e su Step, aumentandone così il budget.
Mercoledì saranno indicate le linee guida su priorità comuni a tutti i Paesi, lasciando liberi Stati e Regioni di sceglierne anche altre più attinenti alle esigenze dei singoli territori. Le priorità comuni sono le politiche dell’abitare, l’housing sociale e la rigenerazione urbana; la gestione dell’acqua come rischio idrogeologico e come emergenza siccità; la competitività e la difesa; lo spopolamento delle aree interne, delle isole e dei borghi. Ci sarà una “Agenda per le città” con misure per fare restare i giovani a casa loro: alloggi accessibili, mobilità, sostenibilità, riqualificazione urbana, il rilancio del “Nuovo Bauhaus europeo” che mira a sviluppare un movimento creativo e interdisciplinare che colleghi il “Green Deal” alla vita dei cittadini. La rimodulazione sarà accompagnata da semplificazioni in vista del dibattito europeo sul mantenimento o meno della Politica di coesione.

Le parole

«La firma solo nel 2022 degli Accordi di coesione e la intervenuta sovrapposizione con il “Pnrr”, che era più urgente da completare, hanno rallentato la spesa dei fondi di Coesione in tutta Europa, non solo in Italia o in Sicilia», ha spiegato il vicepresidente esecutivo della Commissione e Commissario alla Coesione, Raffaele Fitto, chiudendo ieri a Palermo il convegno sul futuro dei fondi Fesr organizzato dal governatore Renato Schifani col dipartimento Programmazione retto da Vincenzo Falgares e l’area Comunicazione guidata da Angela Antinoro.
«Di fronte a progetti approvati quattro anni fa che si comincia a realizzare adesso, bisogna chiedersi se servano ancora in uno scenario globale mutato», ha aggiunto Fitto, sottolineando che «occorre una visione d’insieme, unire tutti i fondi, “Pnrr”, Fsc, Fesr e quant’altro, e ricondurli sotto un’unica logica, ricalibrando le risorse e concentrandole su pochi grandi progetti strategici. Un lavoro che sarà pronto in pochissime settimane, dopodichè dovremo accelerare al massimo. Bisogna evitare di ripetere l’errore della precedente programmazione 2014-2020, quando la Commissione si ritrovò nel 2022 con un sacco di soldi non spesi che dirottò per le emergenze Covid, energia e Ucraina».
Fitto ha anche annunciato che, dopo l’approvazione del Libro bianco sulla difesa, ciascun Paese sarà libero di decidere se usare o meno una parte dei fondi di Coesione per spese prettamente militari: «L’esigenza di difesa di Polonia e Paesi baltici che sono vicini alla Russia - ha osservato l’ex ministro - sono diverse da quelle dell’Europa del Sud».
Da parte sua, il governatore Schifani, rivendicando le misure fin qui adottate dal suo governo per imprese, aree interne, ripopolamento borghi, social housing, attrazione investimenti su automotive e green, ha enfatizzato l’importanza della flessibilità dei fondi di coesione per essere capaci di adattarsi ai cambiamenti; fondi di coesione che, ha rimarcato Schifani, nella nuova programmazione vanno mantenuti e rafforzati con un governo multilivello per aumentarne l’incidenza sui gap del Sud, così come è opportuno un riorientamento di fondi “Pnrr” verso Step. Il tutto, implicitamente, ha confermato l’impostazione della rimodulazione siciliana indicata dalle indiscrezioni.