12 gennaio 2026 - Aggiornato alle 23:41
×

Primo Maggio, la Cgil siciliana a Portella della Ginestra per commemorare come ogni anno le vittime della strage

La Cgil, da Portella, con la manifestazione intitolata «Partigiani del lavoro», ha rinnovato l’appello alla mobilitazione per i quesiti referendari,

Redazione La Sicilia

01 Maggio 2025, 14:54

494891325_1095509922615014_7013689102738533870_n

Con lo slogan «Partigiani del lavoro», scritto anche sulle magliette rosse indossate da molti sindacalisti, centinaia di persone hanno partecipato alla manifestazione organizzata dalla Cgil siciliana e dalla Camera del lavoro di Palermo a Portella della Ginestra, per commemorare il 78° anniversario della strage del Primo maggio del 1947 quando furono assassinate 11 persone tra braccianti, contadini, donne e bambini. Presente tra gli altri il presidente dell’Anpi nazionale Gianfranco Pagliarulo, la manifestazione è stata conclusa da Francesca Re David.

La giornata è cominciata alle 8.30 con la commemorazione al cimitero di Piana degli Albanesi e la deposizione di una corona di fiori nella cappella per le vittime, poi il raduno alla Casa del Popolo di Piana, da dove è partito il corteo, preceduto dalla banda di Mezzojuso Giuseppe Petta fino al pianoro di Portella, memoriale della strage. Al Sasso di Barbato un minuto di silenzio e poi la lettura dei nomi delle vittime da parte di Chiara Sciortino, associazione familiari di Portella della Ginestra.

«Come ogni anno - ha detto Maria Modica - ci ritroviamo a Portella della Ginestra per rinnovare il ricordo delle vittime del 1° maggio 1947, quando la banda di Salvatore Giuliano, aprì il fuoco sulla folla di contadini e lavoratori riuniti per celebrare la festa dei lavoratori, causando 13 morti. A 78 anni da quell'eccidio, Portella rimane un simbolo della lotta per i diritti, la giustizia sociale e la democrazia. In un mondo che cambia spesso a scapito dei più deboli, e il lavoro diventa sempre più fragile e diseguale, questa giornata rinnova e rilancia il nostro impegno per un lavoro sicuro, dignitoso, libero e ben retribuito».

La Cgil, da Portella, con la manifestazione intitolata «Partigiani del lavoro», ha rinnovato l’appello alla mobilitazione per i quesiti referendari, con i quali si chiede di restituire dignità, tutele e sicurezza al lavoro e sulla cittadinanza.

«La mobilitazione, iniziata da tempo continua con il voto dell’8 e 9 giugno e anche dopo, per cambiare questo paese - ha detto il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo - Noi non ci stiamo e all’attacco al diritto di sciopero, al contratto nazionale, al principio di rappresentanza, alle libertà e alla indipendenza dell’informazione, alle libertà e all’indipendenza della magistratura, rispondiamo con una mobilitazione ancora più forte, che ci serve per vincere la campagna dei cinque sì, nonostante tutto. I referendum ci danno la possibilità di rimettere al centro della vita politica e sociale del paese temi che spesso sono stati rappresentati contrapposti o che altri vorrebbero che fossero contrapposti, cioè: i diritti sociali e i diritti civili. Invece questa è una unica grande battaglia che unisce lavoro e cittadinanza, «la vera rivolta sociale è andare a votare"».

Di fronte alla povertà crescente, per la Cgil Sicilia deve avviarsi una fase di riscatto: decisiva per il lavoro di qualità è la vittoria del Sì al referendum dell’8 e 9 giugno.

«Oggi lavoratrici e lavoratori, soprattutto in Sicilia, soffrono una condizione di povertà crescente per certi versi inedita. Il lavoro da sinonimo di libertà è diventato sinonimo di precarietà, quando chi lavora è costretto ad accettare condizioni precarie che portano con sé minori diritti, meno sicurezza, meno libertà», ha detto il segretario generale della Cgil Scilia, Alfio Mannino.