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Sanità e Pnrr, Sicilia in ritardo: la denuncia di Cgil

Un dato emerge su tutti: su 143 case di comunità previste ne è stata completata una

Redazione La Sicilia

16 Settembre 2025, 15:29

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Va male la "Missione 6" del Pnrr in Sicilia, senza portare benefici per le note carenze del sistema sanitario regionale. A denunciarlo un report della Cgil nazionale, aggiornato a giugno 2025, che mette in luce un notevole ritardo dell'Isola rispetto alle altre regioni per quanto riguarda la realizzazione dei progetti e i pagamenti.

Solo una "casa di comunità" su 143 previste

Delle 143 case di comunità previste, ad esempio, ne è stata completata una sola, a Patti, in provincia di Messina. Di conseguenza, è stato speso appena l'11,8% del finanziamento complessivo, una percentuale ben al di sotto della media italiana, che si attesta al 17,1%.

Per gli "ospedali di comunità" va anche peggio

Per gli ospedali di comunità la situazione è ancora più critica, visto che a giugno non era stato completato alcun progetto e i pagamenti corrispondevano solo all'8,9% dei fondi stanziati, a fronte di una media nazionale del 15,1%. La regione si trova ancora più indietro per quanto riguarda la sicurezza e la sostenibilità, con nessun progetto concluso e pagamenti fermi al 10,6%, contro la media italiana del 24%.

Le critiche di Mannino e Lucchesi

La Cgil Sicilia critica duramente l'operato del governo regionale e dell'assessora alla Salute. Il segretario generale Alfio Mannino e Francesco Lucchesi della segreteria regionale hanno sottolineato di aver richiesto un incontro con il governo per discutere della situazione, ma senza ottenere alcun riscontro fino ad oggi. I due esponenti della Cgil rilevano non solo il ritardo nella costruzione di strutture che dovrebbero alleggerire il carico sul sistema pubblico, ma anche la mancanza di interventi per assumere nuovo personale e garantire così prestazioni efficaci e veloci per tutti i cittadini. Giudicano "incredibile" l'assenza di un cambio di passo, nonostante gli allarmi continui e una situazione che definiscono imbarazzante e tragica. A loro avviso, le uniche risposte alle critiche, che considerano più che fondate, sono stati dei "miseri aumenti percentuali" che non risolvono la radice del problema.