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I saldi a Palermo per Confcommercio "una piccola boccata d'ossigeno, ma non basta"

Sabato iniziano gli sconti invernali nei negozi, ma i commercianti non credono avranno un grande impatto

Redazione Palermo

01 Gennaio 2026, 14:31

I saldi a Palermo per Confcommercio "una piccola boccata d'ossigeno, ma non basta"

Alla vigilia dei saldi invernali, al via sabato 3 gennaio, Confcommercio lancia un appello alla politica e raffredda le aspettative.

«I saldi rappresentano una piccola boccata d'ossigeno per l'economia locale, ma non sono previste impennate nei consumi. La situazione resta gravissima e, nonostante qualche timido segnale di fiducia, occorrono interventi urgenti da parte della politica per salvare il commercio di prossimità», afferma Patrizia Di Dio, presidente provinciale e vicepresidente nazionale di Confcommercio e Federmoda.

Gli operatori, sottolinea Di Dio, devono confrontarsi con «una drastica riduzione dei fatturati, a fronte di consumi che faticano a tornare ai livelli pre-Covid» e con «marginalità sempre più ridotte, aumento del costo del personale, bollette elevate, pressione fiscale, commercio online e concorrenza sleale».

Secondo le stime dell'associazione, in Sicilia la stagione degli sconti potrebbe generare una spesa complessiva di circa 400 milioni di euro: mediamente 100 euro a persona e tra 250 e 270 euro a nucleo familiare, per un bacino di circa un milione e mezzo di famiglie.

Il consuntivo di dicembre, tuttavia, conferma un andamento ancora molto debole della domanda al dettaglio. Il quadro imprenditoriale resta critico: nel 2024, nei settori rappresentati da Confcommercio, il saldo tra aperture e cessazioni nell'Isola è negativo per 9.577 unità; il solo commercio al dettaglio ha perso quasi 5.000 attività.

A Palermo, nello stesso periodo, si contano circa 850 chiusure nell'area prevalentemente rappresentata dall'associazione.

A rendere più evidente la fragilità del comparto contribuisce anche il dato occupazionale: «nel solo commercio al dettaglio dell'abbigliamento, negli ultimi cinque anni, si sono persi circa 20.000 posti di lavoro».

«La realtà economica è molto più fragile di quanto spesso venga raccontato attraverso i soli indicatori macroeconomici», prosegue Di Dio. «I consumi locali sono asfittici perché l'inflazione e gli aumenti di materie prime e bollette hanno eroso il potere d'acquisto delle famiglie, perché la fiducia è bassa a causa della situazione geopolitica, mentre per le imprese aumentano i costi energetici, contrattuali, fiscali e gestionali e si fa sempre più aggressiva una concorrenza online scorretta, fuori dalle regole e da imposizione fiscale».

Sul fronte nazionale, l'estensione della detassazione degli aumenti contrattuali, accogliendo le richieste di Confcommercio, è considerata «un primo segnale positivo importante».

In ambito regionale, «anche il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, lo scorso mese, ha riconosciuto i sacrifici degli imprenditori locali e promesso interventi tempestivi e mirati».