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Prezzi, stangata di Capodanno: cosa aumenta davvero nel 2026 (e cosa no)

Dalle autostrade alle sigarette, dal diesel ai pacchi dell’e‑commerce: la mappa completa dei rincari che scattano con l’anno nuovo, cosa prevedono le norme approvate a fine 2025 e come difendersi senza rinunce inutili

Alfredo Zermo

01 Gennaio 2026, 17:33

Stangata di Capodanno: cosa aumenta davvero nel 2026 (e cosa no)

All’alba di giovedì 1 gennaio 2026, sull’autostrada A1 un cartello verde lampeggia una cifra apparentemente minima: +1,5%. Poco più avanti, in un’area di servizio, un automobilista rabbocca il serbatoio di diesel e si accorge che il pieno costa circa 2,47 euro in più. In tabaccheria, un pacchetto delle marche più diffuse sale di 15 centesimi. Nel carrello digitale, un abito acquistato su una piattaforma extra‑UE avrà presto un aggravio di 2 euro a pacco, mentre da luglio 2026 l’Unione europea aggiungerà un dazio fisso di 3 euro sulle micro‑spedizioni. Non è un déjà‑vu: è la nuova geografia dei prezzi in Italia ed Europa, scolpita tra legge di bilancio 2026, decreti e decisioni UE approvate alla vigilia delle feste.

Di seguito, una guida ragionata, aggiornata e verificata su tutti i principali rincari (e sulle poche voci che restano congelate), con numeri, esempi e contesto istituzionale.

Pedaggi autostradali: l’adeguamento all’inflazione e le eccezioni

  1. Da oggi i pedaggi della gran parte della rete a pagamento aumentano di +1,5%: è l’adeguamento all’inflazione programmata 2026 definito dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART) e recepito dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Alcune tratte vedono variazioni diverse: +1,925% sulla concessionaria Salerno–Pompei–Napoli, +1,46% sull’Autostrada del Brennero (A22). Invariate o in calo le tariffe su alcuni tronchi: Concessioni del Tirreno (A10 e A12), Ivrea–Torino–Piacenza (A5 e A21) e Strada dei Parchi (A24‑A25). Fonti ufficiali e stampa di settore hanno pubblicato le tabelle complete, utili per verificare l’impatto sulla propria tratta abituale.
  2. Esempio pratico di spesa media (valori indicativi): su alcune direttrici come A1 Milano–Napoli o A4 Milano–Venezia i costi restano nell’ordine di 7–8 euro ogni 100 km per veicoli leggeri, con differenze per classe e concessionaria; il ritocco +1,5% pesa pochi centesimi su tratte brevi ma diventa apprezzabile su lunghi viaggi.
  3. Nota di contesto: i rincari arrivano dopo mesi di contenziosi e pronunce della Corte costituzionale e dell’ART che hanno ridotto i margini d’intervento discrezionale del MIT; da qui l’adeguamento “tecnico” all’indice di inflazione.

Tabacco e prodotti alternativi: aumenti scaglionati fino al 2028

  1. La legge di bilancio 2026 innalza in modo progressivo l’accisa minima su sigarette, sigaretti e tabacco trinciato tra 2026 e 2028. L’effetto sui listini al dettaglio è stimato in +0,15 euro a pacchetto nel 2026, +0,25 euro nel 2027 e fino a +0,40 euro dal 2028. Per le confezioni oggi tra 5,30 e 5,50 euro, si sale attorno a 5,45–5,65 euro nel 2026, con ulteriori ritocchi negli anni successivi. Anche i prodotti a tabacco riscaldato e i liquidi per e‑cig registrano aumenti graduali.
  2. Le tabelle diffuse dalla stampa specializzata confermano per il 2026 una media di +15 centesimi a pacchetto e rincari sul trinciato nell’ordine di +0,50 euro a busta da 30 g. I dettagli possono variare per marca e segmento di prezzo.

Carburanti: stessa accisa per benzina e diesel, ma alla pompa non pesa uguale

  1. Per superare un sussidio ambientalmente dannoso, il Governo ha disposto dal 1 gennaio 2026 la parificazione delle accise su benzina e gasolio a 672,90 euro/1.000 litri: significa –4,05 centesimi/litro sulla benzina e +4,05 centesimi/litro sul diesel. Con IVA al 22%, il pieno di diesel da 50 litri costa circa +2,47 euro; la riduzione teorica sulla benzina rischia di attenuarsi nella dinamica dei prezzi.
  2. Le associazioni dei consumatori stimano un aggravio medio annuo di circa +59 euro per chi usa il diesel e fa due pieni al mese. Monitoraggio su eventuali “rimbalzi” anche per la benzina: il MIMIT ha segnalato a fine 2025 prezzi in calo, ma serviranno settimane per capire quanto del taglio d’accisa si traduca in ribassi effettivi.

E‑commerce e piccole spedizioni: doppio binario Italia–UE

  1. Novità nazionali. La manovra 2026 introduce un contributo di 2 euro per i pacchi di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi extra‑UE: l’obiettivo dichiarato è potenziare i controlli doganali e contrastare l’ultra‑fast fashion. In sede parlamentare è circolata l’ipotesi di estensione a tutte le spedizioni (domestiche e intra‑UE) per evitare profili di incompatibilità con la competenza esclusiva UE in materia di dazi; la formulazione finale, approvata a fine anno, prevede l’applicazione ai pacchi extra‑UE, mentre l’operatività concreta dipenderà dai decreti attuativi.
  2. Novità europee. Il Consiglio dell’UE (Ecofin) ha varato un dazio fisso temporaneo di 3 euro su tutte le micro‑spedizioni sotto i 150 euro in entrata nell’Unione a partire dal 1 luglio 2026, per i venditori registrati allo IOSS; la misura vale finché non entrerà in vigore la riforma permanente che abolisce la franchigia daziaria. È una risposta all’esplosione dei pacchi extra‑UE e ai rischi di frodi, sicurezza e concorrenza sleale.
  3. Impatto atteso. Gli operatori logistici prevedono effetti gestibili: secondo Poste Italiane, 1–2 euro per collo non cambiano l’appeal complessivo delle piattaforme, ma potrebbero frenare investimenti logistici diretti in Europa da parte dei big cinesi. Per i consumatori, la combinazione tra 2 euro nazionali (su pacchi extra‑UE) e 3 euro UE (da luglio) potrà farsi sentire su carrelli di importo molto basso.

Tassa di soggiorno: gettito record e nuove leve locali

  1. La tassa di soggiorno continua a crescere: stime dell’Osservatorio JFC indicano per il 2026 introiti fino a 1,3 miliardi di euro grazie all’aumento delle tariffe in molte città e all’estensione dell’imposta a nuovi Comuni. Alcune amministrazioni hanno già ritoccato verso l’alto i massimi per categoria (ad esempio Roma fino a 10 euro negli hotel top di gamma), mentre Milano mantiene la leva “olimpica” in vista di Milano‑Cortina 2026. Una quota del maggior gettito confluirà a fini sociali secondo quanto disposto dai provvedimenti di fine 2025.

Assicurazioni auto: cresce l’imposta sulle garanzie accessorie

  1. Dal 1 gennaio 2026 sale al 12,5% l’aliquota fiscale sulle garanzie “infortuni conducente” e assistenza stradale abbinate alla RC auto per i contratti nuovi o rinnovati; finora l’infortunio guidatore era tassato al 2,5%. L’emendamento omnibus approvato in Commissione Bilancio stima un gettito aggiuntivo di oltre 100 milioni; la misura non è retroattiva e prevede che le compagnie riconoscano in riduzione “almeno due terzi” della maggiore imposta. Risultato pratico: chi include queste coperture pagherà un premio leggermente più alto.

Multe stradali: niente rincari nel 2026

  1. Buona notizia per gli automobilisti: il decreto Milleproroghe ha prorogato anche per il 2026 la sospensione dell’aggiornamento biennale degli importi delle sanzioni del Codice della strada legato all’indice ISTAT FOI. Il congelamento evita un aumento stimato nell’ordine del 2–3% su molte violazioni ricorrenti (divieto di sosta, ZTL, eccesso di velocità minore). Si riparlerà di adeguamento nel 2027, salvo ulteriori proroghe.

Poste e pacchi: rincari già scattati nel 2025, effetti riflessi nel 2026

  1. Poste Italiane ha aggiornato nella primavera 2025 le tariffe dei servizi universali (lettere, raccomandate, assicurate, pacchi), con aumenti di 0,05–0,40 euro su molte tipologie. Per i cittadini l’effetto si protrarrà nel 2026, anche perché le spese di notifica degli atti (multe comprese) sono salite da 11,60 a 12,40 euro.

Energia: una (piccola) boccata d’ossigeno sulla luce in tutela vulnerabili

  1. Il primo trimestre 2026 si apre con –2,7% sulla bolletta elettrica per i clienti vulnerabili in Maggior Tutela (circa 3 milioni di utenti), comunica ARERA. La spesa annua di riferimento nel periodo 1 aprile 2025–31 marzo 2026 resta però più alta di +13% rispetto ai 12 mesi precedenti. È un segnale utile per famiglie fragili e anziani over 75, ma non cambia il quadro di medio periodo.

“Sugar tax” e “plastic tax”: il rinvio che fa discutere

  1. La tanto annunciata sugar tax (imposta di consumo su bevande edulcorate) e la plastic tax (MACSI) sono state nuovamente differite al 1 gennaio 2027 dalla legge di bilancio 2026: l’ennesima proroga rispetto alla data di entrata in vigore inizialmente prevista (più volte spostata, da luglio 2025/gennaio 2026 in poi). Sulla sugar, il DL Omnibus a metà 2025 aveva già posticipato al 1 gennaio 2026; l’ultima manovra ha spostato più avanti entrambe per evitare impatti su filiere e prezzi. Restano le aliquote di riferimento: 10 euro/ettolitro (prodotti finiti) e 0,25 euro/kg (concentrati) per la sugar; 0,45 euro/kg per la plastic.
  2. Perché conta. I sostenitori vedono in queste imposte uno strumento di salute pubblica e economia circolare; le imprese denunciano costi e inflazione sui beni di largo consumo. Il 2026 diventa dunque un anno di “attesa attiva”: saranno decisivi i decreti attuativi e il confronto con Bruxelles su eventuali armonizzazioni.

Cosa fare ora: tre mosse semplici per non pagare più del dovuto

  1. Pianificare gli spostamenti. Su tratte con sconti o riduzioni (alcuni tronchi A10/A12 e A21), conviene verificare il percorso e valutare abbonamenti o telepedaggi con cashback laddove disponibili. Le tabelle ufficiali per concessionaria aiutano a simulare il pedaggio prima di partire.
  2. Fare scorta intelligente (senza eccessi) di beni “sensibili”. Per fumatori, spalmare gli acquisti evitando i formati più colpiti; per chi usa e‑cig, considerare ricariche più grandi, fermo restando che le politiche fiscali puntano a disincentivare il consumo.
  3. E‑commerce con criterio. Su ordini extra‑UE di piccolo importo, tenere conto del contributo da 2 euro nazionale e del dazio UE da 3 euro da luglio: su ticket bassissimi l’incidenza percentuale è alta. Valutare alternative UE o acquisti aggregati.

Cosa resta fermo (per ora)

  1. Le multe stradali non aumentano nel 2026: congelato l’adeguamento ISTAT dal Milleproroghe.
  2. Alcuni pedaggi sono invariati o addirittura in riduzione su specifici tronchi (vedi Concessioni del Tirreno e Ivrea–Torino–Piacenza A21).

Uno sguardo oltre Capodanno

Il 2026 sarà un anno di transizione “regolatoria”: tante misure scattano subito (pedaggi, accise, imposte su tabacchi e garanzie accessorie RC auto), altre entreranno a regime in corso d’anno (3 euro UE sui pacchi dal 1 luglio), altre ancora sono differite al 2027 (sugar e plastic tax). Per i consumatori, l’unica bussola è informarsi e verificare le voci che li toccano davvero: tratte autostradali percorse, carburante utilizzato, abitudini d’acquisto online, coperture assicurative opzionali.

In mezzo alle cattive notizie, due piccole certezze: la bolletta elettrica per i vulnerabili scende nel primo trimestre e le multe restano ferme. Non basta a compensare tutto il resto, ma aiuta a rimettere i conti in fila dopo le feste.