infrastrutture
L'aeroporto di Catania "dual use" civile e militare. L'Ue dà l'ok finale alla proposta della Regione: arrivano 176 milioni
I fondi contribuiranno alla spesa di 576 milioni per l'interramento della ferrovia e l'allungamento della pista a Fontanarossa
Via libera dell’Ue ai 176 milioni del Fesr rimodulati dalla Regione nella “revisione di medio termine” in funzione “dual use” civile e militare per giustificare lo spostamento delle risorse sul completamento dell’interramento del collegamento ferroviario fra Catania e l’aeroporto di Fontanarossa (importo totale dell’opera 567 milioni) che consentirà di allungare la pista e, in futuro, di costruirne una seconda anche per l’eventuale atterraggio di velivoli militari.
La Commissione Ue ha certificato che il governo Schifani ha superato il target di spesa per il 2025 del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), con l’utilizzo di 373,5 milioni a fronte dei 338,6 milioni necessari per evitare il disimpegno automatico delle risorse. Insieme a questo risultato, arriva da Bruxelles anche il via libera alla riprogrammazione del piano operativo Fesr 2021-2027, nell’ambito della verifica di metà percorso che la normativa europea prevede per consentire alle Regioni di cambiare le priorità di investimento alla luce dei risultati raggiunti e dei cambiamenti del contesto economico e sociale. E qui rientra il nuovo finanziamento per la ferrovia di Fontanarossa.
«Il superamento degli obiettivi di spesa e l’approvazione della riprogrammazione da parte di Bruxelles - dice il governatore Renato Schifani - rappresentano un traguardo di grande rilievo per la Sicilia. Dimostrano la capacità della Regione di utilizzare con efficacia le risorse europee, mettendole al servizio dello sviluppo e della crescita del territorio. Un risultato che consolida la credibilità dell’amministrazione regionale nel rapporto con le istituzioni comunitarie. Ringrazio il dirigente generale del dipartimento Programmazione, Vincenzo Falgares, e tutti gli uffici che con grande impegno hanno reso possibile il raggiungimento di questo importante traguardo».
«Il Fesr è lo strumento attraverso cui l’Ue finanzia investimenti per lo sviluppo economico e la coesione territoriale delle regioni - dice la Regione -. I fondi spesi in Sicilia hanno sostenuto oltre 4.000 piccole e medie imprese, attraverso il Fondo di garanzia Pmi, hanno finanziato l’acquisto di nuovi treni per la metropolitana di Catania e importanti opere per il ciclo delle acque. Con la rimodulazione approvata, il programma introduce quattro nuove priorità: interconnessioni energetiche, infrastrutture per mobilità e difesa, contrasto al disagio abitativo e gestione sicura delle risorse idriche. La dotazione complessiva sale a 5,7 miliardi: infatti, grazie alla rimodulazione la Sicilia sblocca ulteriori risorse dal cofinanziamento nazionale. La scadenza finale del programma si sposta dal 31 dicembre 2029 alla fine del 2030», conclude la Regione.
Più in dettaglio, il Fesr Sicilia 2021-2027 ha ora una dotazione complessiva di 5,7 miliardi. Gli obiettivi di spesa al 2025 erano di 338,6 milioni. La spesa certificata è di 373,5 milioni, con un superamento dell’obiettivo di +34,9 milioni.
Questa la spesa certificata per settore: attività produttive (112,6 milioni); infrastrutture (109,8 milioni); depurazione (80,5 milioni); edilizia scolastica (15,6 milioni); contrasto al dissesto idrogeologico (12,9 milioni); protezione civile (11,2 milioni); altri settori (30,9 milioni).
Infine, queste le nuove priorità strategiche inserite con la revisione di medio termine: interconnettori energetici e infrastrutture di trasmissione (38,9 milioni); infrastrutture di difesa resilienti a duplice uso per mobilità e coesione territoriale (176,1 milioni); contrasto al disagio abitativo e housing accessibile (66,4 milioni); siccità ed eventi estremi (38,5 milioni).