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Crollano gli arrivi in Sicilia per il Capodanno. L’Etna non basta, turisti scoraggiati dal caro-voli
Secondo i dati del ministero, l’Isola è terzultima in Italia con il 44,45 per cento di occupazione dei posti letto. Era andata meglio a Natale
Etna (foto di Vincenzo Modica, guida vulcanologica)
L’effetto Natale che ha permesso alla Sicilia di registrare livelli discreti di presenze turistiche, si è esaurito. Fra Capodanno e l’Epifania, l’Etna, con le sue spettacolari eruzioni, da solo non è bastato ad attrarre i turisti. In Sicilia l’alta velocità non arriva, viaggiare sulle autostrade è un inferno e l’unico mezzo di collegamento per una vacanza di pochi giorni resta l’aereo. Con tariffe, che nel caso dell’Isola, sotto le feste raggiungono cifre inarrivabili ai più. Così italiani e stranieri hanno rinunciato a trascorrere le feste ammirando le scenografiche colate di lava sulla neve o godendosi il relax sui Nebrodi o sulle Madonie. Hanno scelto, invece, altre località montane più facilmente raggiungibili e quelle dell’Italia centrale che offrono, oltre allo sci, anche cultura, arte e gastronomia a prezzi competitivi.
Ed ecco che, puntuale, il monitor del ministero del Turismo e dell’Enit pronuncia la triste sentenza: fra Capodanno e l’Epifania la Sicilia è crollata al terzultimo posto per occupazione dei posti letto, con un misero 44,45%, precedendo solo la Calabria (41,94%) che condivide con l’Isola la condizione di disagio dei trasporti e del caro-voli nei periodi festivi, e la Lombardia (41,31%) dove, ovviamente, già incidono le speculazioni dei prezzi in vista delle Olimpiadi (magari la vacanza qui sarà programmata proprio durante i Giochi invernali).
I turisti nostalgici del Sud Italia hanno preferito, invece, la Basilicata (50,28%), dove è diventato più facile arrivare grazie alla ferrovia ad alta velocità in costruzione fra Napoli e Bari, e dove l’effetto Matera Capitale della Cultura sta scemando rispetto ai prezzi praticati dai gestori. Ma molto gradimento hanno riscontrato anche l’Abruzzo (51,5%) e l’Umbria (56%), anche queste mete molto scenografiche e più alla portata di tutte le tasche. Mentre, al Centro, regioni più lussuose come la Toscana si sono fermate al 47,45% di prenotazioni, e le Marche al 46,7%. Dove si spende di più si è andati di meno, con la Liguria al 47,5% e l’Emilia-Romagna al 44,4%, sopra la Sicilia. Giù anche il Lazio dove le speculazioni a Roma per il Giubileo hanno scoraggiato i più (48,5% il tasso di occupazione), ma anche il Veneto (48,23%) e il Piemonte (47,7%). Il “nuovo corso” di Napoli continua ad attirare e il Capodanno partenopeo ha fatto registrare in Campania un buon 49,5%.
Chi ha molti soldi da spendere e non ha scelto di andare all’estero ha confermato la tradizionale vacanza di lusso nelle blasonate località sciistiche che hanno raggiunto il top di prenotazioni fra Capodanno e l’Epifania: la Valle d’Aosta (66,7%), la Provincia autonoma di Trento (66%), la Provincia autonoma di Bolzano (64,3%), il Friuli-Venezia Giulia (50,8%).
Il ministero del Turismo e l’Enit, poi, rilevano un fenomeno parallelo del tutto inatteso: i giorni di maggiore afflusso di turisti non sono stati quelli del ponte di Capodanno, ma i prossimi 6 e 7 gennaio, con un incremento, rispetto agli stessi giorni del 2025, rispettivamente del +5,7% e +5,2%. Come dire, Italia sì, ma sempre cercando il più possibile di comprimere i costi rispetto al caro-trasporti.
Complessivamente, nel periodo compreso tra il 30 dicembre 2025 e il 7 gennaio 2026, il tasso medio di saturazione delle strutture ricettive italiane si è attestato al 47,8%, registrando un incremento pari a +2,6 punti percentuali rispetto allo stesso intervallo dell’anno precedente. Tale risultato, sostiene il MiTur, «posiziona l’Italia al di sopra dei principali Paesi competitor europei, i quali non hanno superato, nello stesso periodo, il valore medio del 47%: Grecia 47%, Spagna 46,9%, Francia 35,5%». Il dato evidenzia, quindi, una tendenza positiva sia in termini di performance assoluta, sia in termini di competitività internazionale.
L’Italia, conclude il ministero, «continua ad essere meta preferita dai turisti esteri per trascorrere le vacanze, anche nel periodo invernale. Un Paese in grado di soddisfare le diverse aspettative: arte, montagna, mercatini natalizi sono alcuni dei pacchetti più richiesti dai viaggiatori europei, accanto a enogastronomia, borghi, vacanza luxury e turismo delle radici che vanno per la maggiore tra i vacanzieri d’Oltreoceano. È quanto emerge dal Monitoraggio Enit per queste vacanze che comprendono Natale, Capodanno ed Epifania, una visione sul turismo organizzato proveniente dai principali mercati dell’incoming italiano, una ricerca che comprende 13 mercati esteri e numerosi tour operator coinvolti. Per le festività natalizie 2025-26, le vendite per la destinazione Italia sono aumentate nel 46,8% dei casi, fino al 50% nei Paesi Ue. Cresciuti anche i viaggi long-haul verso le nostre mete, per il 43,8% degli operatori, trainati da Stati Uniti, Canada, Messico e mercati asiatici».