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Transizione 5.0: i fondi ci sono, ma il nodo resta

Le risorse disponibili coprono gli investimenti già conclusi e buona parte degli acconti versati, ma resta incertezza sui progetti prenotati

Redazione La Sicilia

06 Gennaio 2026, 19:25

Adolfo Urso

Il ministro Adolfo Urso

Le risorse per Transizione 5.0 ci sono e sono sufficienti a coprire gran parte degli investimenti realizzati dalle imprese. Nonostante nelle ultime settimane siano riaffiorate preoccupazioni sulla disponibilità dei fondi, fonti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) rassicurano: i finanziamenti esistono e la partita non è ancora chiusa. L’ultima data utile per comunicare il completamento dei progetti è fissata al 28 febbraio: solo a quel momento sarà possibile fare il bilancio definitivo di eventuali risorse residue.

Al momento, per Transizione 5.0 – il programma che sostiene la trasformazione digitale ed energetica delle imprese – sono disponibili 2,75 miliardi di euro, spiegano dal Mimit. Di questi, 2,5 miliardi derivano dalla rimodulazione del Pnrr, mentre 250 milioni sono stati stanziati a fine anno con il decreto Transizione 5.0, in attesa del via libera del Parlamento. A questi si aggiungono gli 1,3 miliardi previsti dalla legge di bilancio per Transizione 4.0, programma leggermente meno conveniente per le imprese (credito d’imposta fino al 20% contro il 45% previsto da Transizione 5.0). Le fonti ministeriali sottolineano che, complessivamente, le risorse disponibili sono sufficienti a coprire tutti gli investimenti già completati e gran parte di quelli per i quali sono stati versati acconti.

In dettaglio, gli investimenti completati e verificabili ammontano a 1,359 miliardi di euro, cifra certa per accedere ai benefici fiscali. Altri 2,1 miliardi riguardano progetti con acconto versato del 20%, ma l’importo è ancora soggetto a conferma: alcuni investimenti potrebbero non essere stati completati entro il 31 dicembre o subire una riduzione. Infine, ci sono circa 1,3 miliardi di euro di investimenti prenotati, la cui cifra definitiva potrebbe anch’essa essere rivista al ribasso.

Nonostante i numeri, il tema delle risorse continua a generare preoccupazione. Alcune associazioni di categoria avevano recentemente segnalato una copertura «insufficiente». Il capogruppo del M5S al Senato, Stefano Patuanelli, ha rilanciato l’allarme: «Annunciare numeri senza coperture non crea investimenti. Giocare con miliardi di euro sulla pelle delle imprese è irresponsabile». Patuanelli ha invitato a tornare a Transizione 4.0, il modello operativo di 2019-2020, prima che sia troppo tardi.