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Stellantis: produzione dimezzata in meno di due anni, Mirafiori unico stabilimento in positivo

Ai minimi dalla metà degli anni Cinquanta: auto -24,5%, veicoli commerciali -13,5%. Sindacato chiede investimenti e nuove produzioni

Redazione La Sicilia

07 Gennaio 2026, 19:16

Stellantis: produzione dimezzata in meno di due anni, Mirafiori unico stabilimento in positivo

Produzione quasi dimezzata in meno di due anni e volumi complessivi sotto la soglia delle 380 mila unità: secondo il report della Fim Cisl, il 2025 di Stellantis in Italia resta in salita, con livelli mai così bassi dalla metà degli anni Cinquanta.

Il gruppo si fermerebbe a 379.706 veicoli tra autovetture e commerciali, con una contrazione complessiva attorno al 20%.

Nel dettaglio, le auto calano del 24,5% a 213.706 esemplari, mentre i veicoli commerciali arretrano del 13,5% a 166 mila, nonostante un recupero di circa dieci punti percentuali nell’ultimo trimestre.

Mirafiori è l’unico stabilimento italiano in crescita, +16,5%, e si conferma uno dei fattori che hanno evitato risultati ancora più deludenti.

Il risultato avrebbe potuto essere ancora peggiore” osserva il segretario generale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano, sottolineando che il lancio produttivo nell’ultimo trimestre della 500 ibrida a Mirafiori e della Nuova Jeep Compass a Melfi ha consentito di recuperare parte della perdita, che sarebbe stata ben più consistente alla luce del crollo di circa un terzo delle produzioni auto nei primi nove mesi.”

Da qui la richiesta all’azienda di anticipare i tempi del nuovo piano industriale. “Abbiamo toccato il fondo, ora bisogna risalire, con nuove produzioni, nuove assegnazioni, nuovi investimenti” incalza Uliano, ribadendo che il piano industriale dev’essere anticipato e deve prevedere altre allocazioni produttive per gli stabilimenti italiani.

Il sindacato richiama l’attenzione anche su Mirafiori che, pur mostrando un andamento positivo, “deve avere un piano industriale strutturato”. L’invito è a non fermarsi alla 500 ibrida ed elettrica, né alle 400 assunzioni che vengono fatte a febbraio.

In questa prospettiva diventa strategica l’area produttiva dismessa da Maserati, dopo il trasferimento delle lavorazioni a Modena, comparto che nel 2025 ha segnato un calo del 23,1%. Un’area, aggiunge Uliano, “che dev’essere saturata con nuove produzioni, per garantire continuità industriale e occupazionale”.

I dati della Fim Cisl indicano perdite a doppia cifra negli altri siti: -13,5% ad Atessa, -47,2% a Melfi e -27,9% a Cassino, dove si registra il peggior consuntivo di sempre con 19.364 unità contro le oltre 135 mila del 2017.

A Pomigliano la flessione è del 21,9%, con poco più di 131 mila vetture assemblate. La Fiat Panda, con 112.690 esemplari, resta comunque il modello Stellantis più prodotto nel Paese, pari al 53% della manifattura nazionale di auto.

Guardando in avanti, per la Fim il 2026dovrebbe beneficiare della produzione per l’intero anno della 500 ibrida, della Ds8 e della Nuova Jeep Compass, a cui si affiancheranno le nuove produzioni di Ds7 e Lancia Gamma e tali volumi dovranno compensare l’uscita di produzione di Renegade e 500X. È molto probabile un livello produttivo superiore a quello del 2024, ma l’avvicinamento ai volumi del 2023 dipenderà in larga misura dalla tenuta degli stabilimenti di Pomigliano e di Cassino. È necessario – conclude il sindacato – recuperare gli impegni non attuati relativi a Stelvio e a Giulia, anticipare il lancio del nuovo modello su piattaforma Large a Cassino e i progetti annunciati sulla piattaforma Small che coinvolgono Pomigliano”.