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Il 2026 si apre con le stangate: pioggia rincari tariffe telefonia, fino a 60 euro a utente

I principali operatori hanno infatti avviato da gennaio una serie di ritocchi verso l’alto. I consigli delle associazioni dei consumatori per revocare i contratti

11 Gennaio 2026, 21:48

21:50

Il 2026 si apre con le stangante: pioggia rincari tariffe telefonia, fino a 60 euro a utente

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Il 2026 si apre con una raffica di aumenti per le tariffe telefoniche, sia di rete fissa sia mobile, che secondo le stime del Codacons potrebbero gravare tra 12 e 60 euro l’anno per ogni utenza.

Tra le cause, l’adeguamento all’inflazione, la fine della “guerra dei prezzi” che negli anni scorsi aveva spinto al ribasso le offerte, e la necessità di sostenere nuovi investimenti tecnologici.

I principali operatori hanno infatti avviato da gennaio una serie di ritocchi verso l’alto sulle diverse proposte commerciali.

Il maggior esborso per i consumatori si somma ad altri rincari scattati a inizio anno: i pedaggi autostradali (+1,5% per l’adeguamento tariffario disposto dopo la sentenza della Consulta), le accise sul gasolio e, in base alle misure contenute nella Manovra, i pacchi postali (2 euro per quelli sotto i 150 euro provenienti da Paesi extra Ue), le sigarette (fino a 15 centesimi in più a pacchetto) e l’Rc auto, per via dell’incremento dell’aliquota sulle polizze infortuni conducente collegate alla responsabilità civile.

Questi aumenti si innestano su un quadro inflazionistico in risalita: secondo i dati preliminari dell’Istat, nel 2025 i prezzi al consumo sono cresciuti dell’1,5% (contro il +1% del 2024), con un’accelerazione a dicembre (+1,2% su base annua e +0,2% sul mese) dopo la frenata autunnale.

L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori stima che, complessivamente, i rincari in arrivo nel 2026 raggiungeranno +672,60 euro annui per nucleo familiare. “Una cifra notevole, nonostante le riduzioni previste nel settore dell’energia”, sottolinea l’associazione.

Assium, l’associazione italiana degli Utility Manager, rileva che la spesa delle famiglie per i servizi di telefonia fissa e mobile ammonta a 22,6 miliardi di euro l’anno: in questo contesto, gli aumenti avranno “un impatto enorme” sulla spesa collettiva, pur essendo “di piccolo importo” a livello di singolo contratto. L’associazione ricorda inoltre che, in caso di modifiche unilaterali delle condizioni economiche, i clienti “possano sempre recedere gratuitamente dai contratti sottoscritti, senza alcuna penale né costi di disattivazione dei servizi, e passare ad altro operatore”.

Per esercitare il diritto di recesso, “è possibile inviare una raccomandata al proprio gestore o una comunicazione via Pec, oppure contattare il servizio clienti dell’operatore, o in alternativa utilizzare gli appositi form pubblicati sui siti internet delle società telefoniche”.

“Quando si verifica una modifica unilaterale dei contratti che introduce un incremento delle tariffe è importante verificare se l’offerta sottoscritta faccia ancora al caso nostro, o se sia meglio approfittare delle proposte commerciali di altri gestori – spiega il presidente Assium, Federico BevilacquaUna operazione non certo semplice, considerato che il mercato della telefonia appare sempre più come una giungla dove per il consumatore non è facile districarsi tra offerte, promozioni e condizioni contrattuali molto differenti.