13 gennaio 2026 - Aggiornato alle 12 gennaio 2026 23:41
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REGIONE

Commercio, 13,5 milioni per dare ossigeno ai negozi siciliani: chi prende cosa e perché conta adesso

Un plafond da 13,5 milioni per le imprese del commercio in Sicilia, gestito dall’IRFIS con il “Fondo Sicilia”: nelle prossime settimane gli avvisi con criteri, tempi e premialità

Alfredo Zermo

12 Gennaio 2026, 19:22

Commercio, 13,5 milioni per dare ossigeno ai negozi siciliani: chi prende cosa e perché conta adesso

Il bancone della ferramenta di quartiere, a due passi dal mercato storico, è rimasto lo stesso da decenni. Ma nell’ultimo anno il registratore di cassa ha cambiato respiro. Il titolare lo dice senza giri di parole: “Il sabato entra meno gente, il lunedì arrivano più resi da consegne online fallite”. È in questa scena, reale e quotidiana, che si capisce la portata di una decisione destinata a pesare: la Regione Siciliana ha approvato la bozza di decreto che stanzia 13,5 milioni di euro per sostenere le imprese del commercio, all’ingrosso e al dettaglio, messe in difficoltà dalla spinta dell’e‑commerce e dall’avanzata della grande distribuzione. La misura porta la firma dell’assessore all’Economia Alessandro Dagnino e sarà gestita da IRFIS‑FinSicilia attraverso il Fondo Sicilia, con l’obiettivo di arrivare velocemente alle casse delle micro, piccole e medie imprese. Un passaggio tecnico, ma sostanziale: la delibera va ora in Commissione Bilancio dell’ARS per il parere; poi, entro 30 giorni dalla pubblicazione, IRFIS pubblicherà gli avvisi con criteri e modalità di accesso. Il presidente della Regione Renato Schifani parla di una risposta a richieste pressanti delle associazioni di categoria e di una strategia per rafforzare la competitività del sistema produttivo dell’Isola.

Che cosa finanzia il nuovo plafond da 13,5 milioni

La dotazione, alimentata dai rientri del Piano di Sviluppo e Coesione 2014‑2020, avrà una destinazione duplice: sostenere sia gli investimenti materiali e immateriali (rinnovo di locali, innovazione tecnologica, digitalizzazione dei processi, logistica) sia il fabbisogno di capitale circolante (liquidità per scorte, utenze, fornitori). Il decreto, una volta acquisito il parere della Commissione, abiliterà IRFIS a rendere operative le linee con i relativi tassi agevolati e le condizioni d’accesso. Sono previste premialità per le imprese impegnate in processi di aggregazione – reti, consorzi, forme cooperative – considerate cruciali per alzare taglia e resilienza in una competizione di canali sempre più ibrida.

Perché ora: il contesto che spinge all’intervento

In Italia l’e‑commerce corre più del retail tradizionale, pur restando minoritario in valore assoluto. Nel 2024 gli acquisti online B2C hanno toccato circa 58,8 miliardi e, tra 2019 e 2024, sono cresciuti del 72,4%; nei primi dieci mesi del 2025 sia il canale digitale sia la grande distribuzione sono avanzati del 2,1%, mentre le vendite su piccole superfici hanno segnato una flessione. Quasi il 90% delle vendite al dettaglio, però, avviene ancora nei negozi fisici: un dato che non assolve nessuno, ma spiega perché la politica industriale debba puntare su efficienza, qualità del servizio e integrazione omnicanale nelle PMI del commercio.

Il quadro congiunturale degli ultimi mesi ha mostrato segnali alterni: a marzo 2025 l’Istat rilevava cali tendenziali per tutte le forme distributive, incluso l’e‑commerce, mentre tra maggio e giugno 2025 si è vista una ripresa in valore trainata dagli alimentari, con la grande distribuzione e l’online in crescita, ma con le imprese su piccole superfici ancora in sofferenza. Un contesto instabile in cui l’accesso al credito, la possibilità di programmare investimenti e la gestione dei costi diventano determinanti per restare sul mercato.

Chi può chiedere il finanziamento e con quali priorità

Il perimetro del provvedimento riguarda le imprese del commercio all’ingrosso e al dettaglio con sede o operatività in Sicilia, in prevalenza micro, piccole e medie. L’impianto della misura è pensato per arrivare rapidamente alle aziende: l’iter prevede la pubblicazione degli avvisi da parte di IRFIS entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto. Il testo di LiveSicilia chiarisce che gli interventi saranno orientati a crescita dimensionale, rafforzamento finanziario e innovazione, includendo sia nuovi investimenti fissi sia capitale circolante. Particolare attenzione verrà riservata ai progetti che prevedono aggregazione tra imprese, considerata leva per economie di scala, potere d’acquisto e capacità di negoziare con piattaforme e fornitori.

Come funzionerà operativamente: il ruolo di IRFIS e del Fondo Sicilia

Dal 2020 IRFIS‑FinSicilia è soggetto in house della Regione e opera come braccio finanziario per politiche di sviluppo. Al 31 marzo 2025 gestiva oltre 1 miliardo di euro in fondi pubblici, di cui 916 milioni destinati alle imprese (più di 27 mila beneficiarie) e 119 milioni a famiglie e persone fisiche (oltre 45 mila soggetti). Una quota rilevante delle risorse proviene dal Fondo Sicilia, il contenitore che in questi anni ha sostenuto misure su credito, investimenti, caro mutui e filiere strategiche. È in quest’alveo che s’inserisce il nuovo plafond per il commercio. Va segnalato che, secondo le comunicazioni IRFIS, le istanze sull’operatività del Fondo hanno spesso superato le disponibilità: le domande sono quindi istruite con scorrimento in base ai rientri e ai nuovi stanziamenti. Un’informazione pratica per i potenziali beneficiari: qualità del progetto e prontezza documentale possono fare la differenza nei tempi.

Cosa ci dicono le esperienze recenti: dal “caro mutui” all’editoria

La capacità di IRFIS di attivare misure in tempi rapidi è stata testata nel 2025 con il contributo contro il caro mutui alle PMI: 45 milioni messi a disposizione dal governo regionale, 7.648 istanze pervenute e 4.851 imprese ammesse in graduatoria con contributi a fondo perduto. Un benchmark utile: la domanda c’è, i numeri sono rilevanti e dimostrano che strumenti semplici e mirati possono liberare liquidità in tempi utili per evitare scelte drastiche su personale e fornitori. Sempre nel 2025, l’avviso per l’editoria (radio, tv, stampa e digitale) su 3 milioni ha confermato la traiettoria di un Fondo Sicilia sempre più multi‑settoriale.

L’altra gamba della strategia: turismo e ospitalità

Sebbene il nuovo stanziamento riguardi il commercio, è utile leggere il quadro alla luce della spesa regionale per la competitività delle filiere. Nel 2025 la giunta ha varato un bando da 135 milioni per il turismo, finanziato con FSC 2021‑2027, destinato a ristrutturazioni, ampliamenti e nuove iniziative nelle strutture ricettive, anche extralberghiere. Il criterio “chi chiede meno ha priorità” e le premialità per imprese giovanili o femminili segnalano una logica di impatto diffuso e inclusivo, con massimali fino a 3,5 milioni per singolo progetto e destinazione alle imprese di tutte le dimensioni, comprese reti d’impresa e cooperative. Il messaggio politico‑economico è chiaro: puntare sulla qualità dell’accoglienza e sull’ammodernamento delle strutture per aumentare la spesa turistica e irrobustire la domanda interna dei territori. Una filiera turistica forte genera effetti a catena su commercio e servizi locali.

Una precisazione necessaria: 13,5 milioni, non 135

Il dato che riguarda il commercio è 13,5 milioni di euro. Le cifre da 135 milioni che hanno fatto capolino in altre notizie riguardano un diverso capitolo – il turismo – e non vanno confusi con la misura oggetto di questo intervento sul commercio. Distinguere le linee è fondamentale per evitare aspettative errate e pianificare correttamente le domande. In definitiva, i 13,5 milioni per il commercio non sono un punto d’arrivo, ma un ponte: collegano l’urgenza di oggi con l’architettura di un sistema distributivo regionale che vuole restare competitivo domani, senza perdere la sua anima di prossimità.