Costi
Prezzi degli alimentari alle stelle: l'Antitrust accende un faro sulla grande distribuzione
Negli ultimi quattro anni registrati aumenti del +24,9% con uno squilibrio contrattuale e crescita delle private label
L’Antitrust ha avviato un’indagine conoscitiva sul ruolo svolto dalla grande distribuzione organizzata (Gdo) lungo la filiera agroalimentare «anche prendendo spunto dalla netta divaricazione, che si è determinata negli ultimi anni, tra l’inflazione generale e l’inflazione dei generi alimentari. Sulla base dei dati Istat, evidenzia l'Autorità, tra ottobre 2021 e ottobre 2025 i prezzi dei beni alimentari hanno registrato un +24,9%, superiore di quasi 8 punti rispetto all’indice generale dei prezzi al consumo (pari al 17,3%). E si evidenzia forte squilibrio di potere contrattuale degli agricoltori rispetto alle grandi catene della Gdo.
Nell’ambito della filiera agro-alimentare, l’anello della catena rappresentato dalla fase di scambio tra i distributori finali e i fornitori «rappresenta uno snodo cruciale, sia per la determinazione del livello di remunerazione dei fornitori, e, di conseguenza, della redditività delle attività produttive a monte, sia per la definizione dell’andamento dei prezzi al consumo», scrive l'Antitrust. In tale contesto, spiega, «l'indagine intende approfondire, tra l’altro, le modalità di esercizio del potere di acquisto da parte delle catene della Gdo, anche attraverso diverse forme di aggregazione non societaria (cooperative, centrali e supercentrali); la richiesta ai fornitori, da parte delle catene distributive, di corrispettivi per l’acquisto dei servizi di vendita (come l’inserimento in assortimento, le modalità di collocamento dei prodotti a scaffale, le promozioni, il lancio di nuovi prodotti, ovvero il cosiddetto trade spending); il crescente rilievo dell’incidenza dei prodotti a marchio del distributore (Private Label)». I temi legati all’esercizio del potere di acquisto da parte delle catene distributive hanno un rilievo concorrenziale «anche perché la gestione degli acquisti e della vendita dei servizi ai fornitori, come pure quella dell’approvvigionamento e del posizionamento dei prodotti Private Label, rappresentano un’importante leva strategica di competizione a valle tra gli operatori della Gdo e incidono direttamente sulle dinamiche di formazione dei prezzi finali», afferma ancora l’Autorità. I soggetti interessati possono inviare contributi od osservazioni entro il 31 gennaio prossimo.
L’Antitrust «ha accolto le denunce del Codacons e ha deciso di vederci chiaro sull'andamento dei prezzi alimentari in Italia», afferma l’associazione in merito all’apertura di un’indagine da parte dell’Autorità. «Considerata la spesa media annuale delle famiglie per la voce alimentari e bevande analcoliche, gli aumenti dei prezzi del comparto del +24,9% equivalgono ad una stangata, a parità di consumi - sottolinea il Codacons - che arriva a quota +1.404 euro annui per la famiglia 'tipo' rispetto alla spesa media alimentare del 2021, cifra che sale a +1.915 euro annui se si considera un nucleo con due figli».
Prima il caro-energia poi la guerra in Ucraina, evidenzia ancora l’associazione «hanno spinto al rialzo i prezzi al dettaglio nel comparto alimentare, al punto che nel 2025 fare la spesa è costato quasi un quarto in più rispetto al 2021. Una volta terminati gli effetti di tali emergenze, tuttavia, i rincari non sono rientrati, e i listini non sono tornati alla normalità: al contrario i prezzi di cibi e bevande hanno continuato a salire, dando vita ad una forma di speculazione sulla pelle dei consumatori - denuncia il Codacons - per questo avevamo chiesto l’intervento di Antitrust al fine di avviare una approfondita indagine sull'andamento dei listini alimentari in Italia, volta ad individuare possibili anomalie nella formazione dei prezzi a danno dei consumatori italiani. Richiesta che oggi è stata finalmente accolta dall’Autorità».