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l'iniziativa

Broccoli contro il cancro: quando la prevenzione passa dal carrello

Fondazione Veronesi e Citrus l’Orto Italiano rilanciano una campagna che intreccia salute e finanziamento della ricerca oncologica

Amelia Cartia

14 Gennaio 2026, 13:47

Broccoli contro il cancro: quando la prevenzione passa dal carrello

Questa volta non si tratta di cavoli a merenda. Si tratta, invece, di “Broccoli per la ricerca”: un progetto concreto, portato avanti con dedizione dalla Fondazione Veronesi in collaborazione con Citrus l’Orto Italiano per sensibilizzare, con iniziative tangibili e dati alla mano, sull’incidenza fondamentale della dieta mediterranea sulla salute. A conferma della validità dell’iniziativa, giunta alla sua quinta edizione, il patrocinio concesso dal Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, che ha ospitato nella sua sede istituzionale la conferenza stampa voluta per annunciare la vendita dei “Broccoli per la ricerca” dal 15 al 31 gennaio nei principali store della grande distribuzione alimentare (le catene aderenti sono consultabili sul sito di Fondazione Veronesi), con il duplice scopo di raccogliere fondi – nella misura di 20 centesimi a fronte di ogni pezzo venduto – e sensibilizzare la popolazione sul tema della prevenzione, in particolare sul tema dei tumori prettamente maschili. Il dato è lampante: l’insorgenza di quasi il 40% delle patologie oncologiche si potrebbe prevenire semplicemente curando un’alimentazione corretta, affiancata a un’adeguata attività fisica.

A illustrare i dati raccolti dalla Fondazione Veronesi e l’incidenza che una giusta educazione può avere sul contrasto preventivo alle patologie oncologiche Patrizio Giacomo La Pietra, sottosegretario di Stato al Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste; Diego Nepi Molineris, amministratore delegato di Sport e Salute; Monica Ramaioli, direttore generale di Fondazione Umberto Veronesi; Donatella Barus, direttrice del Magazine di Fondazione Umberto Veronesi; Elena Dogliotti, biologa nutrizionista e supervisore scientifico per Fondazione Umberto Veronesi, e Marianna Palella, CEO e founder di Citrus l’Orto Italiano.

L’iniziativa ha, come detto, da quest’anno il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare. Lo ha ricordato il sottosegretario Patrizio Giacomo La Pietra che, esprimendo le linee condivise con il ministro Francesco Lollobrigida, ha rimarcato il valore trasversale della dieta mediterranea, vero patrimonio nazionale, capace di «valorizzare al massimo le nostre produzioni nazionali, perché rappresenta la possibilità di dare lavoro nella filiera, ma anche la possibilità di garantire cibo sano e di qualità ai nostri cittadini». Un patrimonio di cui, ricorda il sottosegretario, il governo non manca di essere fiero. «Il nostro Paese – sottolinea infatti La Pietra – vanta oltre 5.500 prodotti agroalimentari tipici che rappresentano una ricchezza immensa, tramite i quali otteniamo ben 897 cibi e vini certificati a marchio Ig, di cui l’Italia è leader a livello europeo, che testimoniano la qualità dei nostri prodotti, rendendo uniche la Dieta mediterranea e la Cucina Italiana, riconosciute dall’Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità».

Un valore concreto che, intrecciando il piano scientifico con quello produttivo, si vede nei numeri. Lo sottolinea Marianna Palella, CEO di Citrus l’Orto Italiano, partner di Fondazione Veronesi, che con l’iniziativa in questione ha raccolto 334 mila euro, ma negli anni ha contribuito per cifre ancora più importanti. «I 2 milioni e 700 mila euro finora devoluti alla Fondazione Veronesi – dice Palella a La Sicilia – si traducono nel lavoro di 76 medici ricercatori che operano nella ricerca oncologica».

Un tema di fondamentale importanza se è vero, come ricorda la direttrice generale della Fondazione Veronesi Monica Ramaioli, che nel campione preso in esame, ovvero gli uomini tra i 20 e i 65 anni, si registrano 40.000 nuove diagnosi di tumore alla prostata. La consapevolezza, insieme alla ricerca, è strumento di salute.

Non è mancata una bonus track etnea a chiusura della conferenza stampa. Enzo Bianco, già più volte sindaco di Catania, ha preso la parola per ricordare la virtuosa esperienza degli Orti Urbani di Librino, esperimento sociale che ha già dimostrato nella pratica come, anche in una realtà storicamente difficile, il legame con la filiera agroalimentare possa essere strumento di coesione sociale e di crescita. Un assist, rafforzato dall’esperienza di Bianco anche all’interno di Anci, raccolto dal sottosegretario La Pietra, che ha sottolineato «l’importanza di coinvolgere i sindaci italiani in un percorso di valorizzazione e tutela delle tradizioni locali».