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la vendita

Il marchio Beltè diventa catanese, acquisito dalle bibite Tomarchio. Ma lo stabilimento rimane in Veneto

Lo storico té freddo imbottigliato viene ceduto dal gruppo olandese Refresco. Così la società etnea penetra maggiormente nei mercati del Nord Italia

Redazione La Sicilia

14 Gennaio 2026, 18:25

maria cristina busi

Beltè torna sotto controllo italiano. Il celebre marchio di tè freddo imbottigliato, creato da Sanpellegrino e in seguito ceduto all’olandese Refresco Group, è stato rilevato da Sibat Tomarchio, società siciliana della famiglia Busi, alla quale fa capo anche Sibeg, imbottigliatore esclusivo di Coca-Cola per la Sicilia

Nato a San Giorgio in Bosco (Veneto) in uno degli stabilimenti di Sanpellegrino, il brand entra così nell’orbita del gruppo etneo. “È una scelta che unisce visione industriale e responsabilità verso il territorio - commenta la presidente di Sibat Tomarchio, Maria Cristina Busi Ferruzzi - mettere radici più profonde per crescere più lontano. Portiamo Beltè dentro un progetto industriale solido, fatto di competenze, persone e investimenti che continuano a generare valore in Sicilia. Vogliamo continuare a investire nel nostro territorio: questa operazione parla di sviluppo, nuove traiettorie e fiducia”. 

Gli ultimi dati di Beltè a chiusura 2025 segnano oltre 6,5 milioni di litri venduti, circa 26 milioni di bevute e una maggiore penetrazione nel Nord Italia e in alcuni paesi esteri. Numeri che adesso si sposano con quelli di Sibat Tomarchio: nel 2025 più di 16 milioni di euro di fatturato, con un indotto complessivo di circa 14 milioni, e una struttura che conta 70 persone, tra dipendenti diretti e rete commerciale. 

La presidente sottolinea inoltre che “l’operazione s’innesta in una fase di grande evoluzione della nostra storica azienda, che nel 2026 compie 106 anni: affiancare al brand Tomarchio un altro marchio storico italiano, significa ampliamento dell’offerta, rafforzamento della presenza nella grande distribuzione e accelerazione della crescita fuori dalla Sicilia. In un momento in cui spesso il valore si sposta altrove, noi scegliamo di fare il contrario: investire sul territorio e per il territorio, perché qui c’è know-how e un’energia imprenditoriale e professionale che non ha niente da invidiare a nessuno”.