15 gennaio 2026 - Aggiornato alle 14 gennaio 2026 23:49
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l'analisi

L'impatto del Mercosur sulla Sicilia: carne a rischio svalutazione, opportunità per i vini. E l'Ars scrive agli eurodeputati: «Non votatelo»

L'accordo di libero scambio col Sudamerica preoccupa alcune categorie anche sull'isola, a cominciare dagli allevatori. Nell'elenco dei 57 prodotti italiani da tutelare solo due sono siciliani

Salvo Catalano

14 Gennaio 2026, 21:38

carne

Ora che l'accordo è stato siglato, all'Assemblea regionale siciliana si lancia l'allarme sull'impatto del Mercosur - il mercato unico tra Europa e alcuni Paesi del Sudamerica (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) - sull'agricoltura e sulla zootecnia dell'isola. «Le preoccupazioni sono immense», hanno tuonato in coro le associazioni di categoria stamattina in commissione Attività produttive. Anche perché nella lista dei 57 prodotti italiani da tutelare con maggiore attenzione da eventuali imitazioni, quelli siciliani sono solo due: il vino Marsala e il marchio Sicilia, che racchiude alcune produzioni di vini. Anche se non tutti i comparti guardano con preoccupazione Oltreoceano: se gli allevatori temono una concorrenza molto forte e la conseguente svalutazione del mercato della carne, per i produttori di vini siciliani si aprono nuove opportunità visto che i dazi, attualmente molto alti, verranno azzerati. 

La commissione attività produttive

Oggi l'Assemblea regionale siciliana ha riunito Coldiretti, Confagricoltura e Cia Sicilia. «Dalla lista dei prodotti da tutelare - denunciano Stefania Campo e Luigi Sunseri, deputati regionali del M5s - spariscono praticamente tutti i prodotti tipici dell'Isola, tra i quali l'arancia rossa, il Cerasuolo, il Ciliegino e il Ragusano Dop, il cappero di Pantelleria o il pistacchio di Bronte o l'olio del Belìce. L'elenco comprende quasi tutti prodotti del Nord Italia. Ancora una volta è stato penalizzato il Meridione, un disastro che va a sommarsi ai già nefasti effetti degli accordi pregressi come l'Ue Marocco o quello sull'olio tunisino». 

I più allarmati sono gli allevatori, considerata la forza di Paesi come il Brasile e l'Argentina nel mercato della carne. «Oggi in Sicilia e in Italia più in generale - spiega il deputato regionale del Pd Nello Dipasquale, che si è fatto promotore dell'audizione in commissione Attività produttive - la carne si mantiene a un prezzo importante: siamo sui 5 euro al chilo agli allevatori per quella bovina. L'ingresso di prodotto sudamericano, che ha costi di produzione molto più bassi e prevede l'uso di mangimi di peggiore qualità rispetto agli standard europei, rischia di fare svalutare il mercato. In generale si tratta di un sistema che favorisce i grandi gruppi e non certo gli agricoltori e gli allevatori, penalizzando ancora una volta le piccole e medie realtà produttive agricole e zootecniche». Per il presidente regionale di Coldiretti Francesco Ferreri, «è l’emblema di una globalizzazione squilibrata, che scarica i costi sulle imprese agricole che producono qualità e rispettano regole stringenti».

Chi guarda con interesse all'accordo

Non tutti però in Sicilia sono preoccupati, anzi. Nel settore degli agrumi, per esempio, si confida sulle stagioni invertite. Quando sull'isola finisce la produzione delle arance, ad esempio, inizia in Sudamerica. «Sul mercato del fresco - spiega il presidente del Consorzio Arancia Rossa Igp, Gerardo Diana - è difficile, viste anche le distanze, che possa nascere un serio problema di concorrenza. Un po' diverso è il discorso sui succhi». Mentre per Francesco Cambria, presidente del Consorzio di Tutela del vino Etna Doc, «il Mercosur può diventare un'opportunità. Al momento i nostri vini subiscono dazi del 100 per cento in Sudamerica: una bottiglia che parte da qui a 10 euro, viene venduta a 100 euro. L'azzeramento dei dazi apre nuovi scenari, anche se il vino dell'Etna ha una produzione piccola, questo accordo avvantaggerà chi fa grandi volumi». 

La lettera agli eurodeputati

In commissione Attività produttive mancava l'assessore regionale all'Agricoltura Luca Sammartino, sostituito da Marco Mascellino, capo di gabinetto vicario. Alla fine i deputati hanno concordato trasversalmente di inviare una lettera a tutti gli eurodeputati italiani, chiedendo di non votare l'accordo. In realtà, dopo 25 anni di trattative, l'ok sostanziale è già arrivato da parte della Commissione europea. Sabato la presidente Ursula Von Der Leyen volerà in Paraguay per la storica firma. Determinante è risultato il via libera del governo italiano, insieme a Germania e Spagna. Fortemente critica la Francia, il presidente Emmanuel Macron confida ancora di poter fermare l'accordo al Parlamento europeo: i trattati dell'Ue richiedono infatti il consenso del Parlamento per la ratifica degli accordi commerciali.

Intanto la conferenza dei capigruppo dell'Europarlamento ha deciso di presentare ricorso alla Corte di giustizia europea per verificare la conformità dell'accordo Ue-Mercosur ai trattati europei. La richiesta è stata approvata da una formazione trasversale di 140 eurodeputati. Se il testo dovesse essere approvato dalla plenaria, la ratifica finale dell'intesa da parte dell'Eurocamera potrebbe restare sospesa fino al pronunciamento dei giudici di Lussemburgo.

Le principali novità introdotte dal Mercosur

Secondo il nostro ministero degli Esteri, l'accordo porterà l'eliminazione degli elevati dazi, che consentirà agli esportatori dell’UE di risparmiare oltre 4 miliardi di euro di dazi doganali all’anno; procedure doganali agevolate per le esportazioni europee; accesso preferenziale esclusivo ad alcune materie prime critiche e a determinati prodotti verdi; divieto di imitazione di oltre 340 prodotti alimentari tradizionali dell’UE riconosciuti come indicazioni geografiche, di cui 57 italiane (si tratta del maggior numero di indicazioni geografiche mai protetto in un accordo dell’UE); rispetto degli standard europei per i prodotti dei Paesi Mercosur importati nella UE.

La lista dei prodotti italiani protetti

Questo è l'elenco dei 57 prodotti alimentari italiani protetti inserito nell'accordo, solo due sono siciliani: Aceto Balsamico di Modena; Aceto Balsamico tradizionale di Modena; Aprutino Pescarese; Asiago; Bresaola della Valtellina; Cantuccini Toscani / Cantucci Toscani; Culatello di Zibello; Fontina; Gorgonzola; Grana Padano; Mela Alto Adige; Sudtiroler Apfel; Mortadella Bologna; Mozzarella di Bufala Campana; Pancetta Piacentina; Parmigiano Reggiano; Pasta di Gragnano Pecorino Romano; Pomodoro S. Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino; Prosciutto di Parma; Prosciutto di San Daniele; Prosciutto Toscano; Provolone Valpadana; Salamini italiani alla cacciatora; Taleggio; Toscano; Zampone Modena; Asti; Barbaresco; Barbera d’Alba; Barbera d’Asti; Bardolino / Bardolino Superiore; Barolo; Brachetto d’Acqui / Acqui; Brunello di Montalcino; Campania; Chianti Chianti Classico; Conegliano; Prosecco Valdobbiadene; Prosecco; Dolcetto d’Alba; Emilia / dell’Emilia; Fiano di Avellino; Franciacorta; Greco di Tufo; Lambrusco di Sorbara; Lambrusco Grasparossa di Castelvetro; Marca Trevigiana; Marsala; Montepulciano d’Abruzzo; Prosecco; Sicilia; Soave; Toscana / Toscano; Valpolicella; Veneto; Vernaccia di San Gimignano; Vino Nobile di Montepulciano; Grappa.